Trieste…che spettacolo!

15 settembre 2010: IL GIORNO DELLA CIVETTA

Posted on: 13 settembre 2010

Mercoledì 15 settembre alle ore 20.30 sempre all’interno della rassegna Il Castello con le stelle:

IL GIORNO DELLA CIVETTA

Di: Leonardo Sciascia, adattamento teatrale di Gaetano Aronica
Regia: Fabrizio Catalano
Produzione: A.T.C.D.Fondazione Sciascia Teatro di Racalmuto
Interpreti: Sebastiano Somma, Orso Maria Guerrini, Caterina Deregibus, Gaetano Aronica

Una compagnia di spessore, capeggiata da Sebastiano Somma e Orso Maria Guerrini e un testo, tratto da Leonardo Sciascia, di assoluta necessità: ecco gli elementi di una serata di teatro da non perdere.

Il giorno della civetta, nella regia di Fabrizio Catalano, è ambientato nella Sicilia degli anni Sessanta ma ci induce a interrogarci sull’attualità. «Guardandoci intorno, leggendo i giornali, viaggiando, possiamo, in tutta sincerità, dire che soltanto in Sicilia i soprusi e le ingiustizie vengono imposti con la violenza?» si chiede infatti il regista. «Ed in Italia, in Europa, nel mondo, non vige forse la legge del più forte? Chi tocca gli interessi dei potenti, che quasi mai coincidono con quelli del comune cittadino, muore. Chi ha il potere, ne abusa». Il teatro ha senso se costringe a riflettere e a prendere posizione su simili questioni… Ecco perché lo spettacolo si svolge in una situazione concentrata e metafisica, che evoca la Sicilia ma non solo, la mafia, ma non solo.
Il giorno della civetta si apre su un assassinio: Salvatore Colasberna viene ucciso mentre prende l’autobus, perché è un imprenditore onesto. Viene “giustiziato” sulla piazza, in una livida mattina d’inverno. Sulla cosa indaga il capitano Bellodi (Sebastiano Somma), appena giunto in Sicilia da Parma: affronta con ardimento un cammino irto di ostacoli per arrestare tutti i veri colpevoli, fino al vertice della piramide mafiosa, don Mariano (Orso Maria Guerrini), anello di congiunzione con il principale partito di governo. Finale positivo? No: né nel romanzo nè nell’adattamento teatrale di Gaetano Aronica. Il capitano sarà premiato con una licenza ed una promozione: promoveatur ut amoveatur. Anche questo deve denunciare il teatro: perché accanto al risoluto capitano Bellodi non siano sconfitti anche il coraggio e la veggenza di Sciascia e il nostro diritto a un futuro di giustizia.

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