Trieste…che spettacolo!

24 settembre 2010: ROSSO

Posted on: 23 settembre 2010

Si terrà venerdì 24 settembre alle ore 20.30 al Teatro Stabile Sloveno il primo dei due spettacoli del Teatro nazionale di Sarajevo:

ROSSO

Dal romanzo di Orhan Pamuk Il mio nome è rosso

Regia Martin Kočovski

Dramaturg Bilge Emin

Scene e realizzazione luci Nurullah M. Tuncer

Musica e sound-design Oliver Josifovski

Coreografia Urška Vohar

Costumi Marija Pupučevska

Assistente alla regia Aleksandar Lozanovski

Direttore tecnico Petar Trajcevski

Interpreti: Bajrush Mjaku, Ilina Čorevska, Ognen Drangovski, Vedran Đekić, Adnan Hasković, Bojana Knežević, Aldin Omerović, Jelena Rusjan, Kristina Stevović, Zdravko Stojmirov, Urška Vohar, Stefanija Zisovska

Lo spettacolo nella regia di Martin Kočovski tratta la vicenda descritta dal più grande successo letterario turco di tutti i tempi nel quale il premio Nobel racconta della decorazione di un libro per il sultano; la commissione provoca tensioni e lotte in un gruppo di miniaturisti, lo scontro tra lo stile orientale e quello occidentale.

Si tratta di uno spettacolo plurilingue

Il primo adattamento teatrale del successo letterario turco (fonte: comunicato stampa TSS)

Il romanzo del premio Nobel Orhan Pamuk Il mio nome è rosso è la risposta turca al postmodernismo. La vicenda dalle molte prospettive narrative si svolge nel XVI secolo, quando il sultano ordina a un gruppo di esperti miniaturisti la decorazione di un libro al di fuori delle convenzioni tradizionali e accademiche. La commissione provoca uno scontro ideologico tra il vecchio e il nuovo, tra la visione orientale e occidentale.

Questo conflitto tra tradizione e modernità è alla base dell’adattamento teatrale dal romanzo di Pamuk. Una compagnia internazionale guidata dalla regia di Martin Kočovski analizza due vie davanti alle quali si trovano le giovani generazioni. La prima è religiosa, la seconda sostiene la libertà incondizionata di vita e pensiero. Entrambe hanno i propri lati positivi e negativi, sia nel fondamentalismo che nella libertà esiste il pericolo di perdere la giusta misura delle cose. La fede rimane una sfida, lo spettacolo Rosso ci pone però di fronte alla questione di come dobbiamo rapportarci ad essa in rapporto al nostro tempo.

Le giovani generazioni non sono ossessionate da un modo di vivere improntato severamente alle regole religiose, ancora più attuale è la questione della liberazione dell’uomo. Su questa base viene fondata la vicenda che si snoda tra Oriente e Occidente. Se Orhan Pamuk utilizza il colore rosso come ispirazione per la passione, l’arte, la creatività e il superamento delle diversità, i giovani artisti vedono attraverso il prisma dei motivi del romanzo soprattutto il colore del vino e dell’amore, tema fortemente presente nella filosofia dei poeti orientali.

Martin Kočovski è uno dei più efficaci rappresentanti della nuova generazione di registi macedoni. Originario di Bitola, ha concluso gli studi di regia teatrale presso la Nuova università bulgara di Sofia nel 2001. I suoi spettacoli, realizzati sia in Bulgaria che in Macedonia, sono stati spesso presentati all’estero in occasione di festival internazionali (in Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia, Germania e Slovenia).

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