Trieste…che spettacolo!

Archive for novembre 2010

Dal 1°al 5 dicembre 2010 al Politeama Rossetti un grande spettacolo:

SWAN LAKE

Di: P. I. Tchaikovskij
Scene: Lez Brotherston
Costumi: Lez Brotherston
Musiche: P. I. Tchaikovskij
Regia: e coreografie di Matthew Bourne
Produzione: Back Row Productions UK Ltd & Poltronissima present A New Adventures Production
Interpreti: Jonathan Ollivier, Domenic North/Sam Archer, Nina Goldman, Scott Ambler/Steve Kirkham, Madelaine Brennan/Kerry Biggin, Ashley Bain, Tim Bartlett, Ben Bunce, Arielle Campbell, Tom Clark, Travis Clausen-Knight, Daniel Collins, Gavin Eden, Pia Driver, Ross Fountain, Philip Jack Gardner, Scott Jennings, Jack Jones, Simon Karaiskos, Daisy May Kemp, Franklyn Lee, Katy Lowenhoff, Luke Murphy, Gemma Payne, Gavin Persand, Sam Plant, Danny Reubens, Anwar Russell, Ashley Shaw, Paul Smethurst, Christopher Trenfield, Vince Virr, Chloe Wilkinson, Shelby Williams

Con Swan Lake di Matthew Bourne, approda sul palcoscenico dello Stabile regionale una proposta internazionale che lascerà il pubblico letteralmente senza fiato: si tratta dello spettacolo di danza di maggior successo al mondo, che in Italia, oltre Trieste, toccherà solo Milano e Firenze.
Ricordate la scena finale del film Billy Elliot, dove il ballerino, ormai adulto, giunto all’apice del successo esegue un ruolo da protagonista? Si tratta appunto del personaggio principale dello Swan Lake di Bourne e a impersonare Billy è proprio Adam Cooper, indimenticabile primo interprete del Cigno.
Il geniale regista-coreografo ha creato in questa sua personalissima lettura del Lago dei Cigniun vero evento spettacolare, a cui vanno strette sia la definizione di balletto, che di musical: è in effetti molto di più. È un momento di teatro di altissimo livello, dove le arti si fondono in un linguaggio che travolge e rapisce il pubblico, regalandogli emozioni indimenticabili. È un racconto coinvolgente che avviene attraverso le immortali musiche di Tchaikovskij, lasciate inalterate, e attraverso la tecnica e la forza interpretativa di un corpo di ballo eccezionale e declinato interamente al maschile. Ecco infatti la prima e più evidente innovazione del coreografo: affida ogni ruolo a ballerini invece delle femminili figure di cigno del repertorio classico, e sostituisce l’amore tra il principe Siegfried e Odette, con l’attrazione di un erede al trono verso un cigno bellissimo, provocante e misterioso. Introduce anche accenti satirici, alludendo ad esempio alla Monarchia dei Windsor, e facendosi beffe di certi puntigli del balletto della tradizione romantica… Ma l’umorismo, la provocazione, pur presenti, non rappresentano il punto fondamentale del lavoro dell’artista, che rimane concentrato invece sulla restituzione moderna, audace, ma sempre romantica e struggente della vicenda.
Lo spettacolo ha debuttato nel 1995 nel teatro londinese di Sadler’s Wells ed è stato accolto trionfalmente. Vi replica tuttora con immutato successo – tanto da essere il titolo più longevo nella storia del West End londinese e Broadway – dopo essere valso al suo creatore – caso unico in Inghilterra –  sia il Tony Award come Miglior Regista che come Miglior Coreografo di musical. Sua è infatti la firma di alcuni dei più grandi allestimenti degli ultimi anni a Londra e Broadway: da Oliver! a Mary Poppins, passando per la spettacolare riedizione di My Fair Lady.
Sarà dunque un prestigio e un onore raro poter applaudire per la prima volta al Politeama Rossetti il suo spettacolo più celebre.

LINK UTILI:

  • Per maggiori info sullo spettacolo: Politeama Rossetti (fonte delle info e foto qui sopra)
  • sito ufficiale dello spettacolo swanlaketour.com
  • VIDEO: promo ufficiale dello spettacolo
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Dal 30 novembre al 5 dicembre 2010 al Politeama Rossetti alla Sala Bartoli:

20 NOVEMBRE

Di: Lars Norén traduzione di Annuska Palme Sanavio
Regia: diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi
Produzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Scegliendo 20 novembre di Lars Norén, non ci appresteremo a un’esperienza teatrale “canonica”: il monologo infatti ci fa “vivere” – più che seguire – una vicenda vera e crudele. Prepariamoci: non saremo spettatori alla Sala Bartoli, ma testimoni di uno spasimo lacerante; non entreremo a teatro, ma in un’aula dove Sebastian tiene in ostaggio professori e compagni di liceo; non vivremo il tempo convenzionale di una rappresentazione, ma «un’ora e 12 minuti» di sofferenza e tensione, alla fine della quale «tutto sarà compiuto». L’autore svedese è un intellettuale impegnato convinto che «Essere drammaturgo è essere nel presente. Non si può scrivere solo su se stessi. Devo uscire e mangiare la realtà». Per 20 novembre l’ispirazione gli viene da un fatto di cronaca: in quel giorno, nel 2006, Sebastian Bosse diciottenne tedesco, si reca armato nel liceo di Emstetten, a cui era iscritto, apre il fuoco su allievi e insegnanti e poi si uccide. Aveva registrato su YouTube le ragioni del suo gesto. Quanto avrà sofferto Sebastian, quanto avrà subìto, prima del 20 novembre? Quanta indifferenza c’era attorno a lui se il suo unico confidente era un computer, con i suoi videogame violenti e la sua realtà falsata? Fausto Russo Alesi, giovane e bravissimo artista del Piccolo Teatro, dirige e interpreta un testo che è un urlo d’angoscia: non spiega, non rincuora. Scava duramente nelle pieghe di un disagio che ha sete di testimoni partecipi e non lascia spazio all’indifferenza.

LINK UTILI:

Martedì 30 novembre al Teatro Miela l’Associazione Musicale Buenos Aires presenta:

TRIESTE INTERNATIONAL TANGO FESTIVAL

Il FABIAN CARBONE TRIO rinfresca la memoria della zona del río de la Plata con una sonorità intima di tango.
Il pianoforte, il violino e il bandoneon si congiurano per dare l’impronta sonora dell’orchestra “tipica” e ci introducono nel B. A. del ventesimo secolo dove il tango si sviluppa fino ad arrivare nei teatri del mondo. La particolare sonorità e gli arrangiamenti di questo complesso sono realizzati per ricreare l’eredità artistica della “decade d’oro”, quella degli anni ‘40, dove il tango raggiunge la sua massima maturità, diventando riferimento per le generazioni seguenti.

Questo gruppo da camera, formato da affermati solisti nell’ambito del tango, rispecchia la fusione fra la musica popolare e quella colta, quando si contrappongono brani classici come “Ojos negros”, “Danzarín” o “La Comparsita alla musica erudita” di Astor Piazzolla, che prende elementi da Bach, Stravinsky, Bartok, e persino dal jazz.

Programma:
Danzarín (J. Plaza)
Invierno porteño (A.Piazzolla)
Nocturna (J. Plaza)
Otoño porteño (A. Piazzolla)
A Orlando Goñi (A. Gobbi)
Fuimos (A.Troilo) solo de piano
La cachila (E. Arolas) dúo bandoneón y piano
Malevaje (E.S.Discépolo) dúo bandoneón y piano
Resurrección del ángel (A. Piazzolla)
Decaríssimo (A.Piazzolla)
Milonga del ángel (A. Piazzolla)
Felicia (E .Saborido)
La cumparsita (G. Matos Rodríguez)
Verano porteño (A. Piazzolla)

Per maggiori info e costi Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 29 novembre 2010 continua al Teatro Miela

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

dedicato a BERNARDO BERTOLUCCI

ore 19.00
THE DREAMERS
di Bernardo Bertolucci;
con Eva Green, Louis Garrel, Michael Pitt, Robin Renucci, Anna Chancellor, Jean-Pierre Léaud, Jean-Pierre Kalfon, Pierre Hancisse, Valentin Merlot, Florian Cadiou, Ingy Fillion, Lola Peploe, Veronica Lazar, Bruce Sklarew, Gilbert Adair.
Francia/Inghilterra/Italia, 2003, col., 115′

Rimasti soli a Parigi nell’estate del 1967 (che precede la grande contestazione), dopo che i loro genitori sono partiti per le vacanze, Isabelle e suo fratello Theo invitano nel loro appartamento l’amico Matthew, un americano conosciuto per caso alla Cineteca Nazionale durante la protesta contro il licenziamento del direttore Henry Langlois. I tre decidono di chiudersi in casa stabilendo ferree regole di comportamento. Poco alla volta arrivano a conoscersi a fondo attraverso una serie di giochi mentali sempre più estremi. (www.cinematografo.it)
“La scoperta del romanzo semi-autobiografico dell’ex-critico scozzese Gilbert Adair, The Holy Innocents, offre a Bertolucci l’opportunità di riciclare almeno in parte il progetto di dare un ideale seguito a Novecento, centrato sulla generazione del ‘68. Più che altro però The Dreamers appare una specie di eco nostalgico dei tempi di Partner e di Ultimo tango, girato anch’esso, appunto, nella capitale francese. Non c’è da stupirsi comunque che il film, scritto a quattro mani da cinefili impenitenti quali Bertolucci e Adair, voglia essere pure un omaggio a tutta la Nouvelle Vague, da I 400 colpi di Truffaut a Fino all’ultimo respiroBande à part La cinese di Godard, attraverso Jules e Jim Il cugino di Chabrol, o ancora Les Enfants terribles di Melville scritto da Cocteau eGioventù bruciata di Nicholas Ray…Tra i personaggi in visita sul set, si ricordano Anna Karina, Agnès Varda, Anne Wiazemsky, la neoregista Valeria Bruni-Tedeschi, o ancora Gus Van Sant, allora di passaggio a Parigi. Va notata la similitudine di qualche scena del film col contemporaneo Ken Park di Larry Clark…”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

  • Per maggiori info sul film  THE DREAMERS
  • Video: scene del film

ore 21.30
ULTIMO TANGO A PARIGI
di Bernardo Bertolucci;
con Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Catherine Allégret, Veronica Lazar, Maria Michi, Luce Marquand, Massimo Girotti, Darling Legitimus, Giovanna Galletti, Armand Abplanalp, Iole Cecchini, Mauro Marchetti, Catherine Sola, Dan Diament, Catherine Breillat, Marie-Hélène Breillat, Peter Schommer, Rachel Kesterber, Gérard Lepennec, Stephan Kosiak, Mimi Pinson, Ramón Mendizábal.
Italia/Francia, 1972, col., 129′

Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L’incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l’uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)
“Come mai una modesta coproduzione italo-francese sul dramma della solitudine – Brando costava poco allora, essendo ancora sotto contratto col produttore di Queimada, Alberto Grimaldi – diventò un vero e proprio fenomeno di società a livello internazionale, la cui pellicola sarà condannata al rogo e lo stesso autore sarà privato dei diritti civili per cinque anni? Per capirlo conviene tornare al clima trasgressivo del dopo ‘68, sia sul pianoestetico che politico, considerando forse Ultimo tango a Parigi anzitutto come uno dei maggiori red-hot films, violenti e polemici, mai realizzati contro l’ordine borghese e i rapporti di forza all’interno della coppia, portando al grande pubblico un’opera di rottura che integrava magari le sperimentazioni di Partner, ma anche la lezione del cinema underground di Warhol e di Shirley Clark.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

Per maggiori info sull’evento e costi  Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra) e cappella underground

Il 28 novembre alle 17.30 continua la stagione della Barcaccia con

NON C’E’ DUE SENZA QUATTRO

ovvero come una donna riesce ad ottenere… ciò che vuole

di Fabio Bertarelli, Regia di Salvatore Zona

GRADISCA… IL TEATRO – F.I.T.A. (GO)

Metti ci sia un marito appassionato di calcio etifoso al punto di trascurare la giovane e bellamoglie.Metti anche come ingrediente una moglie con lafissazione delle pulizie domestiche tanto da nonavere il tempo per la cura della sua persona,aggiungi al tutto una suocera la cui unica preoccupazioneinvece è il continuo divertimento.Fai anche conto di avere un suocero preoccupatosolo di tenere il fisico perfettamente in formaanche se in là con gli anni, ed hai la ricetta giustaper farti quattro risate unite a qualche riflessionesulla famiglia d’oggi.

Per maggiori info La Barcaccia (fonte delle info e foto qui sopra)

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il 27 e il 28 novembre al Teatro Miela uno spettacolo che ne parla.

TI AMO E TI AMERÒ PER SEMPRE

di Laura BussaniIvan Zerbinati Stefano Dongetti
con Laura Bussani e Ivan Zerbinati
musiche Nazareno Bassi
scenografia Belinda de Vito
In particolare si ringrazia Patrizia Romito per il materiale fornito, e il Teatro Stabile Sloveno

Gianni è scomparso.
la moglie Rosa e il figlio Luca lo aspettano.
La polizia indaga.
In paese nessuno, neppure chi lo conosce da una vita, sa dove sia finito.

“ … la coppia è come con un bilanciere da cinquanta chili: cominci la prima serie e il sangue scorre… ti guardi allo specchio e bicipiti, quadricipiti e pettorali lavorano tutti assieme… ti senti un Dio… questo è il fidanzamento! Dopo i primi dieci scatta la forza di volontà… i muscoli cominciano ad affaticarsi e la mente lavora al massimo ma vai avanti… e questo è il matrimonio! Ultima serie, ultimo strappo: qui la testa non capisce più un ca… Ops, bambino!! Poi deaffatichi: lasci completamente andare tutto….”

Ti amo e ti amerò per sempre è uno spettacolo che racconta la violenza sul corpo femminile attraverso la malattia del corpo sociale. In un grottesco e immaginario paese della provincia italiana, viene perpetrato un delitto che mette in luce quello che fino a quel momento era rimasto nell’ombra. La coppia, la famiglia,
l’individuo non sono che le terribili, comiche e tenere figure sullo sfondo di un paesaggio sconvolto da un inarrestabile “sviluppo senza progresso”.

Spettacolo realizzato con il contributo della
PROVINCIA DI TRIESTE
Assessorato alle Politiche Giovanili di Pace e legalità

LINK UTILI:

Continua la stagione del teatro in dialetto triestino Armonia il 26,27 e 28 novembre e il 3,4 e 5 dicembre con:

NO XE BEL QUEL CHE XE BEL, MA XE BEL QUEL CHE…”

da “Il passo della pantera” di Aldo Nicolaj,

adattamento in dialetto triestino e regia di Riccardo Fortuna.

Gruppo Teatrale IL GABBIANO (F.I.T.A.)

E’ verosimile che un uomo, alla conquista della donna di cui è innamorato, si trovi a dover mettere in discussione la sua virilità? A ritmo incalzante e rocambolesco si dipana (o ingarbuglia?) la storia di Dario che, nel gioco amoroso, pur di conquistare Vanda, accetta di travestirsi da donna e si trova a dover reggere il “gioco” un po’ troppo a lungo, in un susseguirsi di equivoci e spassose situazioni di scambi di ruolo e di femminilità e mascolinità messi in discussione! E’ una vicenda nella quale il gioco delle parti in cui i personaggi si muovono, finisce per far smarrire, anche allo spettatore, il senso di ciò che è e di ciò che appare. E posto che “le donne provengono da Venere e gli uomini da Marte”, arriva così il finale a sorpresa, in cui, seppur posto in modo leggero e divertente, il gioco di ruoli che ha permeato tutta la rappresentazione ha la meglio, lasciando il pubblico ed i personaggi a chiedersi qual è il confine fra…. Venere e Marte!
A interpretare “NO XE BEL QUEL CHE XE BEL, MA XE BEL QUEL CHE…” sono: Monica Parmegiani, Roberto Creso, Paolo Cesen, Claudio Zatti e Cristina Primavera.
Mastro rammentatore: dott. Giorgio Dendi. Ago e filo: Graziella Carlon. Un ringraziamento a Giulia Zuccheri per gli abiti d’epoca. Dettagli scenografici: Pierre Qualizza. Luci e fonica: Igor Visentini ed Enrico Martini. Regia di Riccardo Fortuna.

Fonte: opuscolo cartaceo dell’Armonia

fonte immagine


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