Trieste…che spettacolo!

Archive for gennaio 2011

Continua al Teatro Miela il 3 febbraio alle ore 21.00:

Mi&LAB
microfestival su scienza, musica, arte, filosofia e tecnologia
II edizione 2011 – prima parte

LUCREZIO ovvero Ragione e Follia
lettura a leggio a cura di Giuseppe O. Longo, con Paola Bonesi e Maurizio Zacchigna, regia di Francesco Macedonio.

Lucrezio (98-54 a. C.), vissuto a Roma all’epoca di Cesare e di Cicerone, è autore del grandioso poema “De rerum natura”, in cui espone la filosofia di Epicuro. Lucrezio, pare, impazzì per un filtro d’amore e compose il poema durante gli intervalli di lucidità. A 44 anni si uccise. Vittima della pazzia, Lucrezio abbandonò le vie della saggezza, ma ebbe l’illuminazione sulla natura del mondo.

La figura del grande poeta è resa drammatica dalla pazzia, che gli concedeva lunghe tregue, durante le quali egli scrutava con occhio acutissimo i misteri dell’universo e si dava alla composizione del suo straordinario poema. Impegnato a decifrare misteri e a esorcizzare il caos per ricondurlo all’ordine placato della ragione; dedito allo sforzo costante di scoprire sotto il disordine apparente della natura le composte leggi del rigore e dell’impassibilità; persuaso della forza e della nobiltà del pensiero, ma anche della fragilità dell’uomo; alla fine Lucrezio è fatalmente sconfitto dalla forza del mistero, del disordine, della morte.

Per maggiori informazioni sull’evento Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

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Continua il 2 febbraio al Teatro Miela alle 19.00 e alle 21.00 la prima parte di :

Mi&LAB

microfestival su scienza, musica, arte, filosofia e tecnologia

II edizione 2011

CREATION
di Jon Amiel, con Paul Bettany, Jennifer Connelly, Jeremy Northam, Jones, Bill Patterson
Regno Unito, 2009, col., 107′, versione originale sott.it.

Film sulla vita di Charlesw Darwin, con Paul Bettany e Jennifer Connelly.
Viene narrato il tormento del grande scienziato, diviso tra il suo crescente ateismo, legato allo sviluppo della teoria dell’evoluzione, e l’amore per sua moglie Emma, profondamente religosa.

Per maggiori informazioni sull’evento Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 1° febbraio al Teatro Miela alle ore 21.00:

Mi&LAB

Glauco Venier

microfestival su scienza, musica, arte, filosofia e tecnologia
II edizione 2011 – prima parte

concerto del pianista GLAUCO VENIER
contributo ai grandi compositori rock

Jazzista, ricercatore, filologo musicale, insegnante, autore…
Attraverso la sua “improvvisazione libera”, il pianista friulano Glauco Venier recupera al jazz le radici culturali e musicali della propria terra d’origine, e non solo.

“…Non amo classificare i musicisti come “tonali-atonali”, un musicista secondo me ha l’obbligo, sia come insegnante sia come musicista, di offrire anche un approccio libero. Invece temo che nelle scuole di musica gli insegnanti trasmettano un modo piuttosto chiuso di vedere la musica, mentre l’allievo, quando impara a suonare gli
accordi, le prime scale, dovrebbe anche avere subito un certo tipo di approccio all’improvvisazione libera, perché è quella che fa uscire veramente ciò che sei: non hai sovrastrutture, non hai teorie, sei tu in quel momento.

Non amo parlare di arte, preferisco parlare di artigianato musicale, la musica è artigianato. È chiaro che ci sono dei talenti pazzeschi che posseggono un orecchio formato, creatività, però non hanno il coraggio di rischiare, hanno paura di entrare in quella fase che non è più controllata dalla teoria, ma è qualche cosa che va oltre, una sublimazione. Diventa anche pericoloso, e quindi certi musicisti amano circondarsi di determinati colleghi, suonare un certo tipo di musica, per non mettersi in discussione. Invece, secondo me, per fare qualsiasi attività creativa, bisogna andare a cercare il limite, bisogna cercare di mettersi in discussione, per capire dove sono i propri limiti.”
Glauco Venier

  • Per maggiori informazioni sull’evento e costi Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)
  • informazioni su Glauco Venier

Il 31 gennaio 2011 alle 21.21 al Teatro Miela torna per la terza volta questo mese:

PUPKIN KABARETT

Gli attori e i musicisti del Pupkin Kabarett, hanno lavorato indefessamente per una serata brillante e densa di novità.
Monologhi iper reali, opinioni discutibili, drammi quotidiani del paese, della città e della coppia e molto altro ancora.

Per una comicità intelligente e socialmente inutile.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo e costi Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 29 gennaio alle ore 9.30, 10.30 e 17.00 e il 30 gennaio alle ore 16.30 e 18.00 al Teatro Miela:

METAMORFOSI
Animali umani, Dei e guerrieri

Ispirato a “Le Metamorfosi” di Ovidio

con Antonio Panzuto
suoni e regia Alessandro Tognon
collaborazione alla scena Alberto Nonnato
collaborazione tecnica Gianugo Fabris
fonico Franz Fabiano
organizzazione Fabio Ridolfi

“…ma il fabbricatore del mondo separò dal cielo la terra, dalla terra le onde, e distinse ogni cosa, assegnandole una forma e confini precisi, tanto che le stelle, che a lungo erano rimaste sepolte, cominciarono a scintillare e palpitare”.

Le Metamorfosi di Ovidio, sono una Cosmogonia, immagini sulla genesi del Mondo, un viaggio tra gli indistinti confini del mito dove i racconti sono incastonati assieme e si incrociano l’uno
sull’altro, come in un circo, in cui gli acrobati si lanciano nel vuoto e si aggrappano ad altre storie, in una dimensione che pare dilatarsi all’infinito.
Perfetti nell’essere imperfetti questi racconti ricordano le tessere di un mosaico come un quadro barocco che non finisce mai di stupire e sorprendere.
Il circo è la scena dove tutto lo spettacolo avviene, ma del circo si utilizzano solo la struttura tecnica ed estetica, la pianta circolare, i dispositivi per legare e far scorrere le corde, per sospendere il trapezio, per sostenere i pali della tenda.
Oggi il circo sopravvive tra non poche difficoltà come un antico rituale a volte triste forse patetico, simulacro di se stesso e della propria poesia; ma il circo delle Metamorfosi dà alla vita l’ordine di un mondo alla rovescia, fantasioso e sfuggente, con un acuto senso della provvisorietà, della mutevolezza di ciò che appare ai sensi e che a un tratto si scompone per diventare altro da sé.

Niente più della marionetta può eseguire movimenti interdetti al corpo umano come le torsioni o i balzi inarrivabili e tutto ciò la libera verso la somiglianza divina e mitologica: la leggerezza della marionetta, l’evanescenza del suo apparire, l’inconsistenza del suo passo e la sua libertà le permette di sfidare le leggi della gravità.
Vorrei capire e provare lo stesso stupore di fronte al mondo e cercare quell’impulso “vago e indefinito” che ci aiuta a farla muovere.

La Poesia delle METAMORFOSI mette radice sulla contiguità tra dèi ed esseri umani, tra figure del mito e forme dell’esistente.
Sulla scena azzurra del mare e del cielo le figure sono manovrate a vista, da me, “fabbricatore del mondo”, che dà origine a tutte le storie, appese alle carrucole e agli altri sistemi di ancoraggio, per lasciare ai personaggi la libertà di tornare a vivere nella ‘pista’ del teatro mitico del mondo.

Tutto procede a vista, si entra nella forme e nelle pieghe del lavoro e lo spettacolo si mostra soprattutto nella sua essenza primitiva di gioco, attraversando le storie della creazione della via Lattea, di Fetonte che ruba il carro al padre per scomparire nell’Oceano, del viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro, del misterioso incontro tra Orfeo ed Euridice, dell’’amore di Febo per la ninfa Dafne , di Dedalo e Icaro, del filo di Arianna e del Minotauro, del Centauro Chirone e della sua crudeltà.
Antonio Panzuto

Per maggiori informazioni sull’evento e prezzi Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 27 gennaio in onore alla Giornata dell Memoria:

IL PENTAGRAMMA DI FERRO – MUSICA NEI LAGER NAZISTI

Carrieri

Progetto di Alessandro Carrieri e del pianista Pierpaolo Levi.
Serata a celebrazione della Giornata della MEMORIA con la partecipazione dell’attrice Maria Teresa Celani e della cantanteSilvana Martinelli.

Concerto per pianoforte di Pierpaolo Levi
Voce narrante Alessandro Carrieri

Programma:

Viktor Ullmann (1898 – 1944) – Sonata n. 5 op. 45
Allegro con brio,
Andante,
Toccatine,
Serenade,
Finale fugato.

Viktor Ullmann (1898 – 1944) – Sonata n. 6 op. 49
Allegro molto,
Allegretto grazioso,
Presto ma non troppo,
TempoI (allegro molto).

Gideon Klein (1919 – 1945) – Sonata
Allegro con fuoco,
Adagio,
Allegro vivace.

Carlo Sigmund Taube (1897 – 1944) – Ein judisches Kind, per voce e pianoforte.

Levi

La musica nei campi Lager nazisti fu parte integrante dell’organizzazione della vita dei deportati. Le sue funzioni furono molteplici e i suoi protagonisti sono entrati ormai a pieno diritto nella storia della musica. Sebbene non tutti i prigionieri si occupassero direttamente di musica, la maggior parte di essi vi entrò in contatto in qualche forma ad esempio marciando al suo ritmo sulla via per andare o tornare dal campo di lavoro. La musica non è qui fonte di conforto, a volte dilania l’anima come ricorda Primo Levi: <>. Fare musica avveniva – come suggerito da Levi – su incarico dei sorveglianti, la “voce dei Lager” si inscrive nella tragedia complessiva di distruzione e spersonalizzazione messa in opera dai nazisti nei Lager. Sebbene si riferiscano a questi ultimi, le osservazioni di Levi si possono estendere anche ai Ghetti di Hitler. A questa musica imposta, strumento di oppressione, si contrappone un altro tipo di musica, quella auto-organizzata dai prigionieri nei ghetti e nei Lager. È questa, propriamente, la voce delle vittime. Attraverso la musica i deportati esprimevano le loro paure, le speranze, le proteste e cercavano tanto di dare forma, quanto di superare o dimenticare, per un breve lasso di tempo, la quotidianità del ghetto o del Lager. La musica diventa così forma di protesta, di resistenza, perfino di azione politica.Carolus L.Cergoly (1908 – 1987)- Poesie da “Le clandestine”

Per maggiori informazioni sull’evento Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Dal 29 gennaio al 13 febbraio la Compagnia “P.A.T. Teatro sarà in scena con:

UN OSPITE…DE TROPO

di Gerry Braida

Quando “il gatto manca, i topi ballano” : una massima applicabile anche a questa brillante commedia dialettale. La mamma, padrona di casa, parte per una riposante vacanza, ed i suoi due figli assaporano la possibilita’ di passare una settimana in casa della mamma, ma .. non da soli.

Ma all’improvviso appare un “ospite .. de tropo”, che provochera’ delle situazioni imbarazzanti, sconvolgenti ed esilaranti, fino al finale assolutamente imprevisto ed imprevedibile.

Uno spettacolo da non perdere, per passare due ore a divertirsi ed a ridere dall’inizio alla fine.

Per maggiori info: P.A.T. Teatro (fonte delle info e foto qui sopra)


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