Trieste…che spettacolo!

12-16 gennaio 2011: ASPETTANDO GODOT

Posted on: 10 gennaio 2011

Prosa al Politeama Rossetti dal 12 al 16 gennaio con lo spettacolo:

ASPETTANDO GODOT

Di: Samuel Beckett
Scene: Jean-Marc Stehlé e Chaterine Rankl
Costumi: Chaterine Rankl
Regia: Marco Sciaccaluga
Produzione: Teatro Stabile di Genova
Interpreti: Ugo Pagliai, Eros Pagni Gianluca Gobbi, Roberto Serpi, Alice Arcuri

«E se ci impiccassimo?» la battuta di Estragone vola inattesa, paradossale, tagliente nel colloquiare fitto che egli intrattiene con Vladimiro… In essa converge in qualche modo tutta la poetica di Samuel Beckett (1906 – 1989): il bisogno d’amore, la paura di essere soli, l’angoscia che egli esprime attraverso i suoi personaggi, dispersi – da Aspettando Godot aGiorni felici – in lande desolate, impegnati in un disperato, sarcastico, tragico “dialogo tra sordi” che li tiene vanamente impegnati perché non ne risolve l’isolamento, contemporaneamente lucidi e incoscienti nella condizione in cui si ritrovano… Aspettando Godot, il capolavoro del Teatro dell’Assurdo firmato dal grande scrittore irlandese, è ormai da ritenere un classico e come tale lo tratta Marco Sciaccaluga nella raffinatissima e piacevole messinscena che ne fa per lo Stabile di Genova. Egli affida – e ciò assicura allo spettacolo una grande potenzialità – i ruoli dei protagonisti, Vladimiro ed Estragone, a due primi attori di maestosa eleganza ed espressività: Eros Pagni e Ugo Pagliai. “Duettando” per la prima volta assieme sul palcoscenico hanno conquistato la critica italiana e donato ai rispettivi personaggi nuove risonanze. «Estragone e Vladimiro sono due personaggi opposti e complementari» spiega il regista. «Hanno bisogni diversi e sperano sempre di trovare nell’altro un interlocutore credibile. Si amano, ma non si sopportano». Pagni è un Vladimiro metafisico e sottilmente ironico, farsesco e confuso, Pagliai passa da accenti bruschi e imprevisti ad altrettanto sorprendenti toni malinconici, delicati: molto più dei poveri clown della tradizione scenica recente, essi ci appaiono ora come figure in nero, curiose e misteriose, che sembrano uscite da un vecchio e affascinante film muto… I due si ritrovano su una strada di campagna isolata da tutto, sotto un albero imponente e lì attendono Godot. Costui ha dato loro appuntamento ma Vladimiro ed Estragone non ne conoscono le ragioni né posseggono un’idea più chiara in merito alla sua identità: per due atti lo aspetteranno invano, certi però che verranno da lui ospitati e sfamati, quando arriverà. Mettono in scena la condizione dell’attesa, in cui irrompe poi una seconda “strana coppia” di personaggi, Pozzo e Lucky. «La grandezza della commedia – spiega ancora Sciaccaluga – non sta certo nel fatto che Godot non arriva mai, quanto piuttosto in ciò che accade mentre si aspetta il suo arrivo. E, nell’attesa, succedono moltissime cose: sempre molto concrete».

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