Trieste…che spettacolo!

Archive for gennaio 18th, 2011

Il 22 e 23 gennaio P.A.T. Teatro presenta:
SOLLAZZAMENTI IN TEMPO DI PESTE

di Sandro Rossit
libero adattamento dal “Decameron” di Giovanni Boccaccio

Gruppo “Teatro Incontro”

Nel 1348 la peste miete a Firenze migliaia di vittime. L’anno successivo Giovanni Boccaccio inizia a comporre le cento novelle del “Decameron”, dove gli effetti della terribile epidemia e la volontà di combatterla da parte di una brigata di dieci giovani predispongono il lettore a una comprensione meno superficiale dell’opera.

Ci piace considerare il capolavoro del Boccaccio soprattutto come la risposta gioiosa e vitale di un artista nei confronti della morte, al punto da chiederci se e in quale misura il “Decameron” può divenire una sorta di rimedio capace di contrastare o se non altro di lenire anche le “pestilenze” dei giorni nostri.

E così alcune di queste novelle sono state sottratte alla pagina scritta e liberamente adattate per il palcoscenico. In questo spettacolo vengono proposti tre episodi: la scelta non è caduta sulle novelle più famose o emblematiche, ma su quelle che potevano più efficacemente trasformarsi in un fatto teatrale e rispondere alle potenzialità dell’intero gruppo di attori.

Nei limiti del possibile si è cercato di non perdere mai di vista una atmosfera medievale, nella sua dimensione profana e popolare, riproponendola tuttavia attraverso una sensibilità contemporanea. Ne è derivato uno spettacolo poliedrico e multifocale, sorretto costantemente dall’idea che ogni favola, sia essa letteraria o teatrale, possa agire attivamente sulla realtà.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo PAT Teatro (fonte delle info e foto qui sopra)

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Al Teatro Bobbio dal 21 al 30 gennaio in scena:

CHAT A DUE PIAZZE

di: Ray Cooney
versione italiana di: Luca Barcellona
regia: Gianluca Guidi
scene: Nicola Cattaneo
costumi: Elena Palella
musiche: Riccardo Biseo
con: Fabio Ferrari, Lorenza Mario,
Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino
e con la partecipazione straordinaria di: Raffaele Pisu
produzione:  Artù / Chromofilm srl / Lea Martino

Tutto va a gonfie vele per Mario Rossi, tassista, sposato da vent’anni a Barbara a Piazza Irnerio e nello stesso tempo a Carla a Piazza Risorgimento. Oltre a due mogli, Mario ha anche due figli adorabili, Alice a Piazza Irnerio… e Giacomo a Piazza Risorgimento!

Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, riesce per anni a vivere nascondendo la verità. La vita gli sorride, il suo segreto è al sicuro, fino a quando un giorno i suoi due figli si conoscono in chat su internet e decidono di incontrarsi…

A questo punto il povero tassista, aiutato dall’amico Walter, cercherà con ogni mezzo di mantenere il segreto della sua doppia vita. Quel che ne segue è una progressione di equivoci, coincidenze e bugie che, con un ritmo infernale, ci porteranno ad un finale inaspettato.

Come in tutte le farse di un maestro della comicità come Ray Cooney, vizi e debolezze umane danno lo spunto per creare un meccanismo irresistibile di situazioni esilaranti che finiranno per implodere una dopo l’altra.

Chat a due piazze è il seguito della famosissima Taxi a due piazze, recitata da Johnny Dorelli nel 1986 e poi ripresa dal figlio Gianluca Guidi in tempi più recenti; proprio a quest’ultimo è stata affidata la regia di questa nuova scoppiettante commedia ai tempi di Facebook.

LINK UTILI:

  • Per maggiori info sullo spettacolo LaContrada (fonte delle info e foto qui sopra)
  • post sullo spettacolo nel sito ladysilvia.com
  • VIDEO: trailer chat a due piazze

Tornano gli appuntamenti della stagione di lirica-balletto al Teatro G. Verde!

Dal 21 al 29 gennaio 2011 in scena:

I DUE FOSCARI

assente dalle scene dal lontano 1983, quando nei panni del Doge di Venezia Francesco Foscari cantò il grande Piero Cappuccilli, in alternanza con un giovane Juan Pons  per la regia di Filippo Crivelli e la direzione di un giovanissimo Daniel Oren. La realizzazione di questo allestimento è una coproduzione tra la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste e l’Associacion Bilbaina de Amigos de la Opera di Bilbao, andata in scena anche al Festival Verdiano di Parma nell’ottobre 2009. Lo spettacolo si avvale della regia diJoseph Franconi Lee che racconta l’opera con le scene e i costumi di William Orlandi, le coreografie di Marta Ferri e le luci di Nino Napoletano. Di origini newyorkesi, Franconi Lee è stato allievo di Alberto Fassini con il quale ha realizzato – e dopo la sua morte ne ha curato la ripresa – alcuni prestigiosi allestimenti nei teatri d’opera di tutto il mondo.

Caso isolato nella produzione verdiana così lontano dalla prorompente vitalità delle opere giovanili degli anni Quaranta, I DUE FOSCARI ha un carattere più intimo, più  vicino a opere successive come ad esempio Luisa Miller ed è l’opera  in cui la dimensione politica risulta meno intensa. Ma I due Foscari rappresentano anche una delle tappe più importanti  nel percorso  che condusse Verdi  dai famosi “anni di galera” al traguardo raggiunto con Macbeth, primo grande capolavoro della sua giovinezza.

L’opera è decisamente sperimentale soprattutto sotto il profilo musicale con una strumentazione molto più raffinata dei lavori che la precedono e  con una tavolozza orchestrale ricca e varia. Una ricerca che testimonia come  Verdi  stia sperimentando   nuovi strumenti d’articolazione musicale, ma anche drammaturgica  che vanno ad  approfondire ed evidenziare l’evoluzione psicologica dei personaggi:  il sincero pathos di Jacopo, la rabbia e la disperazione di Lucrezia, l’inerme sofferenza del Doge.  Tre sono le figure intorno alle quali si muove il dramma; esse sono il nucleo, i rappresentanti di una illustre e nobile famiglia veneziana,  protagonisti della trappola mortale di cui cadranno vittima. Il melodramma si ispira a “The two Foscari”, dramma cupo e sanguinario  di George Byron che Verdi, approfondendo il lato intimo  e privato della vicenda, in qualche modo rende ancora più vivo e crudele ma a cui toglie la  forza originaria della passione politica che pervadeva il dramma originale del testo di Bayron. L’interesse per Byron da parte di Verdi, come per Shakespeare e Hugo, si colloca nella sua ricerca di nuovi personaggi più originali e che portano il compositore a prediligere personaggi fuori dalle regole, con sensibilità e passionalità estreme. Ma dei tre personaggi  principali solo Lucrezia ( Marina nell’originale  dramma byroniano e anticipazione della Leonora di Trovatore)  sembra impersonare tutti i caratteri delle fede di Byron negli ideali liberali e umanitari e  l’odio per  soprusi e ingiustizia con la sua caratterizzazione di moglie e madre affettuosa spinta a diventare una furia dal governo crudele della Serenissima. Musicalmente il personaggio di Lucrezia è definito con  molta cura nella sua virtuosistica vocalità. Di Jacopo si esalta solo l’amore per la sua Venezia e del padre, il Doge, si mette in luce la stoica sottomissione ai doveri della politica e alla sua dimensione pubblica che non consente il libero sfogo del dolore privato.

Sul podio, il M° Renato Palumbo, reduce dai recenti successi ottenuti con ErnaniMacbeth alla Lyric Opera di Chicago,  Il corsaroUn ballo in maschera a Bilbao e, in Italia, Manon Lescaut a Venezia eMefistofele all’Opera di Roma. Il M° Palumbo dirigerà le compagini artistiche dell’Orchestra e del Coro del Teatro Verdi preparato dal M° Alessandro Zuppardo e la compagnia di canto in cui  figurano i baritoni Luca Salsi in alternanza con Sebastian Catana nel ruolo di Francesco Foscari, il Doge; Stefano SeccoRiccardo Massi, i due tenori a cui è affidato invece il ruolo di Jacopo Foscari, mentre il ruolo di  Lucrezia Contarini è affidato alle due soprano Maria Josè Siri eLatonia Moore e quello di Jacopo Loredano a Alexander Vinogradov. Tutti sono al debutto sul palcosenico del “Verdi” : fanno eccezione   Stefano Salsi e Latonia Moore, l’uno, già apprezzato interprete di Belcore nell’ultima edizione triestina di Elisir d’amore, l’altra, delicata interprete dei ruoli di Liù, Mimì  e più recentemente, di  Elvira in Ernani. Completano il cast Saverio Bambi nel ruolo di Barbarigo, Asude Karayavuz in quello di Pisana e gli artisti del Coro del “Verdi”, Dax Velenich, Francesco Cortese, Roberto Miani nel ruolo del Fante del Consiglio e Ivo Federico, Gianluca di CanitoGiovanni Alberico Spiazzi in quello del Servo del Doge.

Lo spettacolo si rappresenta il 21, 22, 23, 25, 26, 27, 29 gennaio 2011 e sarà preceduto martedì  18 gennaio alle ore 18 dalla prolusione all’opera che si terrà a cura del critico musicale Angelo Foletto nellaSala del Ridotto del Teatro Verdi

LINK UTILI:

Anche quest’anno dal 20 al 26 gennaio torna un grande appuntamento per gli amanti del cinema:

TRIESTE FILM FESTIVAL 

22a edizione

Teatro Miela – Cinema Ariston

Concorsi internazionali lungometraggi, cortometraggi e documentari.

Retrospettiva dedicata a SERGEI LOZNITSA, uno dei più grandi documentaristi contemporanei. 12 film realizzati dal ’96 a oggi.

IL CINEMA VERO DI DUŠAN HANÁK: un omaggio al maestro della cinematografia slovacca, grande documentarista, autorevole rappresentante della “nova vlnà”, autore critico e scomodo per il regime che per anni ha congelato le sue opere di denuncia.

WALLS OF SOUND: una selezione di film a tematica musicale -documentari e non- che quest’anno esplorerà alcune scene attuali meno conosciute e fenomeni socio-musicali del passato che hanno accompagnato l’emergere e l’affermarsi dei movimenti di ribellione giovanile nell’Europa centrale.

WHEN EAST MEETS WEST: incontri di co-produzione dedicati ai professionisti del settore audiovisivo e finalizzati allo sviluppo di collaborazioni produttive in ambito cinematografico.

LO SCHERMO TRIESTINO è dedicato quest’anno a Callisto Cosulich, una delle più prestigiose firme della critica cinematografica di ieri e di oggi.
ZONE DI CINEMA: presentazione delle produzioni realizzate nel Friuli Venezia Giulia e delle opere dirette dai professionisti (e non) nati o residenti in regione.

EASTWEEK. NUOVI TALENTI GRANDI MAESTRI
: il progetto prevede il coinvolgimento delle Scuole di Cinema in un ciclo di masterclass e incontri con alcuni dei protagonisti delle cinematografie di questi paesi.

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