Trieste…che spettacolo!

2-6 marzo 2011: C’ERA UNA VOLTA…SCUGNIZZI

Posted on: 1 marzo 2011

Al Politeama Rossetti dal 2 al 6 marzo torna il musical con

C’ERA UNA VOLTA…SCUGNIZZI

Di:Author: musiche e testi Claudio Mattone; prosa Claudio Mattone ed Enrico Vaime
Scene:Set: Bruno Garofalo
Costumi:Costumes: Silvia Polidori
Musiche:Music: Claudio Mattone; orchestrazioni : Pino Perris
Regia:Director: Claudio Mattone
Produzione:Production: Napoliteatro srl
Interpreti:Starring: Andrea Sannino, Pierluigi Iorio, Angelo Iossa, Luna Di Domenico, Antonio Guido, Veronica Simioli, Daniele Mango, Mavi Gagliardi, Giusi Barone, Giuseppe Madonna, Isabella Mavaro, Carmine Granato, Valeria De Cicco, Giovanni Quaranta, Anna Foria, Fabio Villani, Lorena Zinno, Anthony Donadio, Flavia Esposito, Michele Maione e con Pippo Cangiano, Giorgio Romanelli, Lucio Bastolla.

«Comm’è bella comm’è bella, ‘a città ‘e Pulecenella…» La canzone, divenuta popolarissima, è parte della bella colonna sonora del musical C’era una volta… Scugnizzi di Claudio Mattone, e la “città di Pulcinella” è naturalmente quella Napoli meravigliosa e tormentata, la cui unica speranza di futuro e di riscatto è forse proprio in quegli “scugnizzi” che questo fortunatissimo spettacolo porta alla ribalta.
Gli spettatori più affezionati ricorderanno l’accoglienza travolgente che Scugnizzi ha ricevuto alla sua prima apparizione allo Stabile regionale, nel 2004: oggi come allora lo spettacolo rappresenta uno degli esempi più riusciti di “musical tutto italiano” e ritorna con immutata energia e 25 nuovi interpreti ad incantarci con le sue melodie indimenticabili e una storia toccante.
Ispirata al film di Nanni Loy ambientato nel carcere minorile di Nisida, per il quale Claudio Mattone compose una pluripremiata colonna sonora, la vicenda racconta di due ragazzi che dopo aver condiviso l’esperienza del carcere prendono strade diverse.
Saverio De Lucia diventa un coraggioso “prete di strada” e si dedica al recupero di ragazzi fragili e difficili, Raffaele Capasso detto “‘o russo” invece è un camorrista e delle debolezze di quegli stessi giovani si fa forza per usarli come corrieri nei suoi traffici illegali. Vent’anni dopo l’esperienza del carcere, i due dunque si incontrano nuovamente, questa volta su fronti opposti. Il prete combatte coraggiosamente e fino alla morte per i suoi protetti, ed il suo esempio non cade nel vuoto.
Una volta assassinato il prete, infatti, Raffaele sembra aver vinto: i ragazzi invece trovano la forza di essere coesi e ribellarsi alla camorra, come voleva Don Saverio. Il loro grido di protesta, disperato e liberatorio, diventa il grido di tutta la città.
Scugnizzi oltre che regalare serate coinvolgenti ed emozionanti di spettacolo è l’emblema del riscatto di Napoli: fin dalla prima edizione infatti indica un’alternativa, una possibile strada, ai ragazzi che hanno particolare attitudine per lo spettacolo, offrendo loro non un’illusione momentanea, ma un lavoro vero. Questo musical, come una palestra, ha formato una quarantina di attori e tecnici per ogni edizione, tutti oggi solidamente inseriti in compagnie teatrali, al cinema o in tv. Nella sostanza come nel linguaggio musicale, Scugnizzi è fatto di una napoletanità moderna e fuori dai clichés: il suo messaggio, libero dagli stereotipi, giunge al cuore in tutta la sua universalità.
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