Trieste…che spettacolo!

Archive for Mag 2nd, 2011

Dal 6 al 15 maggio ultimo appuntamento con la stagione teatrale della Contrada al Teatro Bobbio con

DADDY BLUES

foto©Tommaso Le Pera

di: Bruno Chapelle e Martyne Visciano

adattamento e regia: Vincenzo Salemme
con: Marco Columbro e Paola Quattrini
e con: Adriano Evangelisti, Roberta Formilli,
Adriano Giraldi, Erika Puddu
scene: Alessandro Chiti
costumi: Teresa Acone
musiche: Massimiliano Forza
arrangiamenti: Fabio Valdemarin
luci: Fabio Del Naia
produzione: La Contrada – Teatro Stabile di Trieste e Lo Studio Martini

foto©Tommaso Le Pera

Dopo anni di battaglie e attese per poter adottare un bambino, Christine e Bernard Lapierre possono finalmente dirsi felici: l’irascibile signora Merrill, responsabile del servizio adozioni, confida loro che il bambino arriva oggi! …ma proprio lo stesso giorno Christine ha deciso di lasciare Bernard.

Con il cugino architetto Antoine, Benard cerca di mettere a punto gli ultimi dettagli del loro nuovo progetto. Impresa non facile perché Bernard non riesce a concentrarsi a causa della signora Merril: è lei che deve portargli in giornata il bambino che sta aspettando da ben quattro anni.

Tutto è pronto per accogliere il piccolo Sébastien: il lettino, lo scaldabiberon, l’orsetto di peluche… manca solo la mamma adottiva, Christine! Adesso ci vogliono assolutamente due genitori perché la signora Merrill affidi a Bernard il bambino. Per non perdere Sébastien e gettare all’aria quattro anni d’attesa, il novello padre dovrà assolutamente trovare al più presto una soluzione.

foto©Tommaso Le Pera

Pronto a tutto per raggiungere il suo scopo, l’uomo si destreggia in una menzogna dopo l’altra, fino a far passare la sua segretaria Lou per la moglie, davanti agli occhi stupiti di un importante cliente dello studio. La situazione degenera e tutti i personaggi coinvolti sembrano colti da una follia generalizzata, dove ciascuno a suo modo finisce col mettersi in ridicolo.

“Daddy Blues si può considerare come un vero e proprio manifesto della commedia brillante intesa come genere: è un perfetto meccanismo da intrattenimento. Contiene tutti gli ingredienti che lo rendono leggero senza mai cadere nella banalità. Ci sono gli equivoci, gli scambi di ruolo, i sentimenti profondi, le esigenze e le virtù degli esseri umani, il tutto perfettamente miscelato in un equilibrio che consente allo spettatore di restare attaccato alla storia che viene raccontata. Una storia di paternità desiderata, di costume e di regole sociali da rispettare e ogni volta con sorpresa da capovolgere. Di mogli che promettono maternità ma che scappano al primo incontro con la realtà. Di segretarie innamorate che cercano di diventare mogli e poi mamme. Di

foto©Tommaso Le Pera


uomini che smettono di amare le donne per innamorarsi di altri uomini ed imitare in un paradosso di equivoci le madri mancate.

Si racconta di un architetto (Marco Columbro) che decide di adottare un bambino, un orfano che arriva, assurdo per un bambino adottato, due mesi prima del previsto che si potrebbe definire quindi prematuro.

La moglie dell’architetto proprio quel giorno sta scappando con un altro uomo, quindi l’assistente sociale (Paola Quattrini) non può lasciare il bambino se non in presenza della coppia al completo. Columbro cerca disperatamente una serie di soluzioni che danno luogo alla ricca sequela di avvenimenti che ho cercato di descrivere nella prima parte di questa presentazione. Mi divertirò molto a fare la regia di questo spettacolo. Fa ridere e ci dà allo stesso tempo molti spunti di vera riflessione sulla tenerezza dell’animo umano”.

Vincenzo Salemme

LINK UTILI:

  • Per maggiori informazioni sullo spettacolo e prezzo biglietti La Contrada (fonte delle info e foto)
  • maggiori informazioni sullo spettacolo teatronuovo.it

Il 6 maggio al Teatro Miela alle ore 21.00 musica rock con il concerto di

JOHN WAITE

Due volte numero uno negli Stati Uniti, poi chiamato da Ringo Starr nella All Starr Band, una delle voci più belle e distintive del panorama rock approda per la prima volta in Italia in un imperdibile concerto.

Waite ha cominciato la propria carriera come cantante e bassista dei The Babys nel 1980 e nella sua carriera ormai ultratrentennale ha dato la sua inconfondibile voce a classici del rock come Missing You e When I See You Smile.

I The Babys hanno prodotto cinque album, tra il 1980 e il 1985. John ha intrapreso la carriera solista nel 1982 e il suo secondo album, No Brakes, si è rivelato un enorme successo internazionale grazie al singolo Missing You, arrivato al numero 1 della classifica di Billboard. Nel 1988, Waite ha unito le forze con Jonathan Cain e Neal Schon dei Journey, con i quali ha dato vita al supergruppo Bad English: anche con loro, nel 1989, ha raggiunto il primo posto in classifica grazie al singolo When I See You Smile. Dopo lo scioglimento della band, John è tornato alla carriera solista e dal 1995 ha realizzato sei album. Ha suonato con la Ringo Starr’s All Starr Band nel 2003 e con i Journey nel 2005.

Nel 2007 Waite ha collaborato con il co-fondatore dei Procol Harum Keith Reid, per 2 brani contenuti nel suo album The Common Thread. Nel 2008 Missing You è entrata nuovamente in classifica in una nuova versione, nella quale John duetta con Alison Krauss, già vincitrice di un Grammy Award.

Il 2009 ha visto l’uscita dell’album dal vivo In Real Time, che testimonia lo straordinario impatto live di John Waite, che nel 2011 ha dato alla luce il nuovo lavoro in studio Rough & Tumble.

LINK UTILI:

Mercoledì 4 maggio continua al Teatro Miela FILM OUTLET con la proiezione del film:

THIS IS MY LAND… HEBRON

di Giulia Amati e Stephen Natanson, 2010, 72’, sottotitoli italiani

l film racconta quello che in molti preferiscono non vedere, si inoltra tra le contraddizioni di uno scontro fatto di calci e sputi, selciate e insulti, bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. “This is my Land… Hebron” è un implacabile viaggio alla scoperta degli aspetti più nobili, mostruosi e contraddittori dell’animo umano. Un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi.

Vincitore Festival Film – Cinema Doc – Miglior documentario italiano al Festival dei Popoli – Winner Audience Award – Cinema Doc

Nell’intervallo tra le due proiezioni si terrà l’incontro con i registi Giulia Amati e Stephen Natanson.

LINK UTILI:

  • Per maggiori informazioni sulla proiezione e prezzi entrata Teatro Miela (fonte delle info e immagine)
  • sito ufficiale del film thisismylandhebron.com
  • Per maggiori info sul film, trama, critica, trailer, protagonisti ecc Mymovies.it

Domani 3 maggio dalle ore 18.00 al Teatro Miela ad ingresso libero:

IMMAGINI E SUONI DELLA PALESTINA

ore 18.00:
A NEW DAY HAS COME 
di Emiliano Sacchetti, 2010, Italia/Quatar/Svezia, 54’, sottotitoli italiani
Documentario che affronta uno degli aspetti meno noti della diaspora Palestinese: l’esodo di ventimila profughi espulsi da Baghdad come rappresaglia all’indomani della caduta di Saddam Hussein e rifugiati in diversi campi nelle regioni di Damasco, Aleppo e lungo la frontiera con l’Iraq. E lo fa attraverso la storia di due famiglie che dopo aver tentato di ricominciare una vita a Yarmuck, ghetto di Damasco, vengono deportate in un campo profughi nel mezzo del deserto siriano. Il campo di Al Tanf, terra di nessuno al confine sudorientale tra Siria e Iraq, dove dal 2006 sono passati oltre un migliaio di Palestinesi. Un campo profughi senza ingressi né uscite, una tendopoli priva dei servizi essenziali, discarica a cielo aperto controllata a vista dalla polizia di frontiera e assistita dall’UNHCR e dalla Mezzaluna Rossa Palestinese.

Vincitore del premio Best Film 2010 al Festival dei Diritti Umani di Napoli

A seguire incontro con il regista Emiliano Sacchetti

ore 20.15:
assaggio di cous cous

ore 21.00:
WAYS AND TALES
Marwan Abado
 (oud e voce)

L’oriente e l’occidente si incontrano nelle musiche e nelle canzoni del musicista palestinese.
Marwan Abado è il più noto ambasciatore di musica orientale in Austria e uno di quei musicisti che testimoniano come l’Austria sia una terra di musica piena d’ispirazione e interessanti incontri.
Nato in Palestina, vive a Vienna da 20 anni e ha suonato con molti musicisti di diverse culture e stili, quali tra gli altri, Timna Brauer, Alegre Correa, Krysztof Dobrek, Franz Hautzinger, Eliott Sharp, Kamila Jubran, Otto Lechner, Charbel Rouhana, Sahar Taha.
Marwan Abado è stato nominato miglior artista nella categoria folk & world international dalla rivista musicale austriaca “Concerto” nel 2005 (insieme a Dobrek, A.Biz, Correa e R.Neuwirth per il CD “’s geht eh” ) .
Nel 2006, per la stessa categoria è stato nominato secondo miglior artista per il CD “Kabila”. Nel 2008 ha ricevuto la Medaglia Federale del Dialogo interculturale dal Ministero austriaco dell’ educazione, arte e cultura, per il suo impegno nel dialogo interculturale. Abado ha anche composto musiche per film e opere teatrali.
La composizione teatrale più recente è stata per lo spettacolo “Incendi” di Wajdi Mouawad, rappresentato a Vienna alla rinnovata Akademietheater.
La musica di Abado affonda le proprie radici nella tradizione musicale araba del TAQ’SIM, che non costringe a particolari ritmi, ma ha origine dagli impulsi interiori del musicista.. Da un lato le melodie e la concezione musicale diAbado traggono la propria forza dal profondo legame con le origini: l’artista è consapevole della ricca tradizione araba che non solo cita ma “vive musicalmente”. Nello stesso tempo attraversa il confine tra oriente e occidente alla ricerca di un dialogo con le tradizioni e i musicisti europei.
Il risultato è una musica dal suono peculiare: cosmopolita e senza confini.
I testi dell’artista si ispirano alla poesia e prosa contemporanee. Le canzoni raccontano storie di separazione, viaggio, espulsione, speranza e – naturalmente- amore.

“La mia musica non è legata a una moda, è parte di me. Io vivo qui a Vienna come musicista di cultura orientale, parlo una lingua orientale, suono uno strumento orientale, l’oud. Allo stesso tempo mi sento cosmopolita. Qui in questa città lavoro e incontro ogni giorno, persone di ogni parte del mondo, di diverse culture, così la mia musica non è né araba né europea. La mia musica è semplicemente l’espressione dei miei sentimenti e della mia vita”
Marwan Abado

in collaborazione con: La Cappella Underground e Associazione Senza Confini Brez Meja

Per maggiori informazioni sull’evento Teatro Miela (fonte delle info e foto)


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