Trieste…che spettacolo!

Archive for the ‘SSG’ Category

Sabato 4 ultima replica al Teatro Stabile Sloveno per lo spettacolo:
Iv@n Cankar-Profilo pieno
Adattamento, montaggio del testo e regia Miha Golob
produzione Teatro Stabile Sloveno Trieste
Al Ridotto del Teatro Stabile Sloveno è già tutto pronto per l’ultima prima della stagione corrente, che sarà anche l’ultima nel mandato dell’attuale direttore artistico Primož Bebler. Mercoledì 11 maggio e venerdì 13 maggio alle ore 20.30 andrà in scena il progetto d’autore del regista Miha Golob, che ha scelto come materia di elaborazione artistica l’opera di uno dei grandi autori classici della letteratura slovena:  Ivan Cankar. Il titolo della produzione »Iv@n Cankar-Profilo pieno« suggerisce il carattere non classico dell’approccio registico del giovane autore dell’adattamento e del montaggio. Golob non si è concentrato infatti sulla messinscena di uno dei testi teatrali di Cankar, ma ha costruito un collage con frammenti dai drammi e da altri scritti, che sulla base delle parole dello stesso
Cankar descrive la biografia dello scrittore dalla nascita alla morte. Nello spettacolo vengono utilizzati frammenti da molte opere tra le quali il racconto Il peccatore Leonardo, la raccolta di poesie Erotica, i drammi Per l’onore del popolo, Il re a Betajnova, Corruzione nella valle di San Floriano, La Bella Vida, la prima conferenza tenuta da Cankar a Trieste.
Il regista ha ammesso che l’idea del collage è nata spontaneamente: »L’idea è stata offerta a dire il vero dallo stesso Cankar. La sua opera e la sua vita sono praticamente inscindibili, o diciamo almeno piene di punti di raccordo, di momenti, motivi«.
Il testo non utilizza le stereotipate immagini scolastiche dell’autore e della sua poetica, ma evidenzia il suo impegno politico, soprattutto il rapporto dell’artista nei confronti della società, dove le aspirazioni artistiche si identificano spesso con la posizione sociale scomoda dell’uomo emarginato, isolato. Anche il titolo dello spettacolo, che allude chiaramente alla terminologia di facebook, suggerisce un forte contrasto, dato che il »profilo pieno« è sinonimo di una persona che ha molti amici, al tempo stesso il riferimento alla comunicazione virtuale diventa un messaggio simbolico sull’attualità delle idee di Cankar. Attraverso la sua drammaturgia e le sue lotte esistenziali, lo spettacolo mette in luce una condizione dell’artista che ha molti punti in comune con i nostri tempi di crisi.
Lo spettacolo si svolge nella dimensione cameristica dell’abbozzo di un salotto del XIX secolo, dove in un intreccio di dialoghi e monologhi i quattro protagonisti aprono finestre su sitazioni reali, teatrali e letterarie in un fitto intreccio di situazioni e personaggi. Nella successione di scene ogni attore interpreta più ruoli, infatti i personaggi e i loro messaggi si trasformano in continuazione sulla linea ininterrotta della narrazione biografica.
Tutti i ruoli vengono interpretati dagli attori della compagnia stabile del TSS Nikla Petruška Panizon, Luka Cimprič, Primož Forte e Romeo Grebenšek. Il dramaturg dello spettacolo è Krištof Dovjak, le musiche sono state realizzate da Vasko Atanasovski, i costumi da Nina Holc, il video da Žiga Divjak, il light design da Peter Korošic.  Nelle stagioni passate, il regista Miha Golob ha firmato già tre produzioni per il Teatro Stabile Sloveno: Maratona di New York, La sonata a Kreutzer e La malattia della famiglia M in coporduzione con il Teatro Capodistria. L’ex direttore dello storico teatro Šentjakobsko gledališče di Ljubljana è un rappresentante di rilievo della giovane generazione di registi sloveni che hanno già ottenuto una solida affermazione professionale e artistica. E’ stato insignito come studente del premio Prešeren e ha vinto diversi premi per la regia ai festival di Brno, Bitola e Mosca.
La replica è  corredateada sovratitoli in italiano.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo e prezzi Teatro Stabile Sloveno (fonte delle info e foto)
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Sabato alle 21.30 al Teatro Stabile Sloveno ancora DUE TEATRI IN ACCORDO con

JON SPENCER BLUES EXPLOSION

Ritorna Jon Spencer al Teatro Miela, questa volta però con addirittura i Blues Explosion, formazione con cui è arrivato alla consacrazione come uno dei grandi Rockers esistenti.
Una serata di energia sanguigna con il loro sound esplosivo, grezzo e perfettamente riconoscibile che ha riscritto la storia del rock di fine millennio: sul palco ed in studio, Jon Spencer ha distrutto e ricostruito il rock’n’roll con tale ferocia e trasporto che è difficile pensare ci sia ancora qualcosa da fare.
La scia devastante lasciata da Spencer con il suo primo leggendario gruppo dei Pussy Galore ancora brucia sotto le ceneri nell’avant garage/punk/blues della Jon Spencer Blues Explosion che Jon ha iniziato all’inizio dei ‘90, a New York, insieme a Judah Bauer alla chitarra e Russel Simmins alla batteria, irrompendo nel panorama indie rock con una viscerale, febbrile ed intoccabile visione del rock’n’roll. Jon Spencer è stato il primo, lui è l’articolo originale, le sue “esplosioni” vocali ed i riff forgiati nel blues hanno originato moltissimi adepti che successivamente lo hanno affiancato nell’opera di ridefinizione in chiave contemporanea del rock delle origini.
support:
URBAN JUNIOR

Per maggiori informazioni sull’evento e prezzo del biglietto Teatro Miela  (fonte delle info e foto)

Questa sera al Teatro Stabile Sloveno replica fuori abbonamento di

ViSIBILEINVISIBILE

spettacolo di balletto del Teatro nazionale Opera e balletto di Ljubljana

coreografie: I. Mukhamedov, J. Arques in G. Balanchine
l’orchestra del Teatro nazionale è diretta da Marko Ozbič

La stagione del Teatro Stabile Sloveno sta volgendo al termine nel segno di grandi eventi.
VISIBILEINVISIBILE è il titolo della produzione che il teatro di Ljubljana sta mettendo in scena in questi giorni sul palcoscenico del teatro di via Petronio. A causa di lavori di restauro della sede dell’Opera di Ljubljana, il teatro nazionale sloveno è costretto infatti a far ospitare le proprie produzioni di questa stagione in diverse sedi e il Teatro Stabile Sloveno in collaborazione con l’istituto Glasbena matica ha scelto di ospitare un evento che ha un significato particolare per il pubblico triestino, trattandosi della prima collaborazione del direttore originario di Trieste Marko Ozbič con l’importante istituzione slovena.
Ozbič ha studiato composizione e direzione alla Hochschule für Musik di Vienna, città dove ha iniziato la propria carriera alla direzione del prestigioso coro dei Wiener Sängerknaben, assumendo poi la direzione del Wiener Jeunesse Chor. Dal 1999 al 2005 ha lavorato alla Staatsoper di Vienna, dove ha collaborato con direttori di fama mondiale. In seguito è stato per diversi anni maestro del coro al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2009 ha ottenuto il punteggio più alto alla prima edizione del concorso per giovani direttori d’orchestra Victor de Sabata, promosso dal Teatro Verdi di Trieste.
La sua prima collaborazione con un’istituzione operistica slovena si realizzerà nel segno della danza con uno spettacolo in forma di trittico. La prima parte, Septet su musiche tratte dall’opera Francesca da Rimini di Ambroise Thomas, è stata coreografata da Irek Mukhamedov per sette danzatori.
La seconda parte sarà la prima mondiale di Miniature su una suite per archi di Marijan Lipovšek; la coreografia per otto danzatori è stata firmata da Juanjo Arques che combina attraverso la musica diversi stati d’animo e li collega in maniera associativa a diversi significati. La base dell’ispirazione è stato lo stile del compositore sloveno, nel quale si riflettono influssi del neoclassicismo, del neoromanticismo e dell’espressionismo. Il fine di questa creazione è l’illustrazione di un sentimento di identità nazionale slovena, collegata dall’altra parte all’identità internazionale del linguaggio della danza.
La serata verrà chiusa in tono classico dalla Serenade su musiche di Čajkovski con le coreografie del primo balletto realizzato da George Balanchine nel 1952 negli Stati Uniti e che è diventato una coreografia capitale, entrata nel repertorio di innumerevoli compagnie di balletto in tutto il mondo. Nel trittico saranno impegnati i solisti della compagnia di ballo e l’orchestra dell’Opera di Ljubljana.
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Per maggiori informazioni e prezzi Teatro Stabile Sloveno (fonte delle info e foto)

Questa sera alle 21.00 al Teatro Stabile Sloveno continua DUE TEATRI IN ACCORDO con lo spettacolo:

ELIO in GIAN BURRASCA

Il Teatro Stabile Sloveno, la Cooperativa Bonawentura-Teatro Miela e il XIII Festival internazionale Kras sono gli organizzatori dell’ospitalità in data unica dello spettacolo che celebra il centenario della nascita del compositore Nino Rota con la collaborazione di due personalità eminenti del panorama musicale e cinematografico italiano, il cantante Elio e la regista Lina Wertmuller. Lo spettacolo »Gian Burrasca«, compreso nel programma in abbonamento Emozionante-Musica leggera, andrà in scena sabato 28 maggio alle ore 21.00 sul palcoscenico del Teatro Stabile Sloveno nell’ambito del progetto Due Teatri in accordo e della tredicesima edizione del Festival internazionale Kras.
Nel 1964 Lina Wertmuller dirigeva le otto puntate dello sceneggiato Rai “il giornalino di Gian Burrasca”, tratto dal libro di  Luigi Bertelli, in arte Vamba,  pubblicato tra il 1907 e il 1908, cadenzate sulle musiche di Nino Rota, dirette da Luis Bacalov.  Fu uno dei maggiori successi televisivi dell’epoca e rese immortali canzoni come “Viva la pappa col pomodoro!” e le buffe intemperanze del ragazzinino impertinente, interpretato da una giovane Rita Pavone.
A quarantasei anni di distanza, in occasione  del centenario della nascita del maestro Nino Rota (3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979), Lina Wertmuller cura l’adattamento del testo e la supervisione alla regia di una edizione teatrale interpretata da Elio (Stefano Belisari), artista fra i più eclettici e ricchi di talento della scena contemporanea, affiancato da un ensemble strumentale composto da musicisti di livello internazionale quali Corrado Giuffredi – clarinetto, Cesare Chiacchiaretta – fisarmonica, Giampaolo Bandini – chitarra, Federico Marchesano – contrabbasso, Danilo Grassi – percussioni.
Lina Wertmuller, una delle principali registe del cinema non soltanto italiano, ha ritirato nello scorso mese di maggio il meritatissimo David di Donatello alla carriera e nella sua opera ha affrontato tematiche, tra il grottesco e il tragico, che hanno saputo,  attraverso una sempre graffiante ironia, descrivere la società italiana.
La storia di Gian Burrasca è scritta in forma di diario e racconta le irriverenti incursioni di un pestifero ragazzino, Giannino Stoppani detto Gian Burrasca, dall’aspetto divertente e di animo irrequieto, nel mondo conformista dell’Italia umbertina, dove le rigide regole del collegio e le ipocrisie della famiglia cadono sotto la sua irresistibile ironia.
Elio presta la sua comica fissità alla figura di Gian Burrasca, parrucca con i riccioloni e pantaloni alla zuava, conferendo allo spettacolo quella iconoclastia futurista,  presente in molti passi del testo, attraverso il gusto del gesto  e della parola come contrapposizione critica alla borghesia del primo Novecento.
Lina Wertmuller  ha saputo estrarre dal testo quegli episodi che maggiormente hanno saputo rendere familiare il personaggio di Gian Burrasca, creando un’atmosfera, tra sogno e realtà, che ha caratterizzato sempre la sua opera, sia cinematografica, che teatrale: “Adoro Elio e da quando abbiamo lavorato assieme in Storia d’amore e d’anarchia in teatro nel 2004 ho pensato e immaginato che prima o poi ci sarebbe stata un’altra occasione: è arrivata con la sua proposta di portare in teatro il Gian Burrasca. Come potevo non entusiasmarmi all’idea di rimetter mano dopo più di 40 anni al testo del Giornalino immaginando Elio vestire i panni che furono di Rita Pavone?  Ed ecco quindi che è nato questo spettacolo, con Elio come unico cant-attore in scena e cinque straordinari musicisti che suonano dal vivo le canzoni più celebri dello sceneggiato televisivo composte dal grande Nino Rota. Sto pensando ad una regia abbastanza semplice, ad un ritmo veloce dello spettacolo perché la musica sia la grande protagonista della serata ed Elio, imprevedibile e irresistibile giocherellone, il Gian Burrasca del nuovo millennio ….”.

Elio, uno dei personaggi più argutamente dissacranti del panorama musicale italiano, veste i panni dello scatenato Giannino Stoppani dal classico della letteratura giovanile di Vamba.
La regia è di Lina Wertmüller che negli anni ‘60 ha diretto anche l’omonimo sceneggiato per la Rai e le canzoni sono del grande Nino Rota del quale nel 2011 ricorre il centenario della nascita. Accompagnato da uno straordinario quintetto di musicisti di livello internazionale in un mix irresistibile dove la musica è protagonista, il cant-attore diventa il Gian Burrasca del nuovo millennio.
Dice Lina Wertmüller: “Adoro Elio da quando abbiamo lavorato assieme in teatro nel 2004. Ho pensato e immaginato che prima o poi ci sarebbe stata un’altra occasione e non potevo non entusiasmarmi all’idea di rimetter mano dopo più di 40 anni al testo del Giornalino immaginando Elio vestire i panni che furono di Rita Pavone in uno dei maggiori successi televisivi dell’epoca che rese immortali canzoni come Viva la pappa col pomodoro!”.

Per maggiori informazioni Teatro Miela e Teatro Stabile Sloveno (fonte delle info e foto)

Martedì 12 aprile alle ore 21.00 il Teatro Stabile Sloveno e Bonawentura-Teatro Miela porteranno a Trieste il concerto in data unica della celebre band

BOBAN I MARKO MARKOVIĆ ORKESTAR

L’evento fa parte del ciclo di concerti Due teatri in accordo e si svolgerà sul palcoscenico del TSS in via Petronio 4, l’ambiente ideale per vivere l’energia irresistibile e i ritmi coinvolgenti della tradizione musicale balcanica.

Boban Marković è nato nel giorno della grande festa di primavera che il popolo rom chiama Ederlezi, quasi a rafforzare il forte legame con la cultura nazionale al quale si è aggiunto un destino musicale.  Ha ricevuto in dono la sua prima tromba all’età di cinque anni e ha espresso il suo grande talento fin dall’infanzia, a contatto con l’arte del padre Dragutin e del nonno, entrambi virtuosi di grande fama. Da adolescente è entrato a far parte dell’orchestra del padre, a vent’anni ha fondato la sua prima orchestra e quattro anni dopo ha conquistato il premio più prestigioso, il titolo di Prima tromba al leggendario festival di Guča. Negli anni successivi ha conquistato l’ambito riconoscimento ben cinque volte ed è stato nominato ambasciatore della tradizione musicale serba. “Trumpet Maestro” e “Golden Trumpet”, assieme a una lunga serie di primi premi assoluti da solista e con l’orchestra a livello internazionale, confermano un valore riconosciuto e ormai emblematico della forza espressiva e dello smalto sonoro di un genere unico, nel quale i musicisti serbi possono per tradizione vantare un primato assoluto. La musica di Boban, di suo figlio Marko e della loro orchestra di ottoni è pienamente definita dalle loro origini rom, che si rispecchiano nelle loro melodie. Oltre ai 13 album già pubblicati, hanno registrato per i film di Emir Kusturica “Underground” e “Arizona Dream”, collaborato con numerosi altri artisti europei come Roy Paci e Shantel ed i loro pezzi fanno parte di numerose compilations. Insieme alla sua orchestra si è esibito in più di 600 concerti in tutto il mondo. Il figlio Marko ha ereditato il talento del padre ed è diventato primo solista e arrangiatore dell’orchestra. La prevendita per la data triestina del loro tour europeo si svolge presso la biglietteria del TSS che è aperta nei giorni feriali con orario 10-15 e il giorno del concerto un’ora e mezza prima dell’inizio dello spettacolo. Vendita on-line suwww.vivaticket.it

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Il 26 marzo al Teatro Stabile Sloveno:

CARMEN

CON IL BALLETTO DEL SUD

Passione, seduzione e gelosia sono le emozioni che animeranno lo spettacolo CARMEN, una produzione del Balletto del Sud basata sull’omonima, celebre opera di Bizet in scena in data unica sabato 26 marzo alle ore 21.00 al Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Lo spettacolo con le coreografie di Fredy Franzutti è compreso nel programma in abbonamento Amoroso-Latinoamericano all’interno delle proposte di danza realizzate in collaborazione con Artisti Associati-Circuito regionale danza e sostituisce Havana de Hoy, disdetto recentemente per l’annullamento dell’intera tournée europea del Ballet de Cuba. Gli abbonati del TSS che hanno scelto questo programma manterranno i posti assegnati, dai quali potranno immergersi nella cornice spagnola di un grande spettacolo il cui impatto visivo è affidato alla cura artigianale della tradizione italiana, con scene dipinte e costumi d’effetto. Rose nei capelli, ventagli, e tutti i requisiti di una Spagna da cartolina non mancheranno in uno spettacolo che con riferimenti all’estetica ottocentesca si modella sull’immagine ricreata non soltanto da Bizet e in primo luogo dallo scrittore Prosper Merimée, ma anche da altri autori che sulla scia della moda spagnola di fine ‘800 hanno materializzato in musica la propria immagine di suggestive atmosfere mediterranee. Nello svolgimento lo spettacolo si basa infatti su novella e opera, ma nelle musiche ricostruisce un caleidoscopio esotico che prende le mosse da Bizet per toccare brani di ispirazione iberica scritti da Albeniz, Chabrier e Massenet. CARMEN è una delle produzioni di maggiore successo della compagnia Balletto del Sud che proporrà sul palcoscenico del Teatro Stabile Sloveno la quarantacinquesima replica di questa fortunatissima versione della celebre storia di seduzione fatale tra la zingara Carmen e l’ufficiale Don José. A interpretare i ruoli dei due protagonisti, del torero Escamillo e dei personaggi che fanno da cornice a questo affresco sivigliano saranno i solisti della compagnia fondata nel 1995 da Franzutti, che sulla base di una creatività di matrice italiana riunisce ballerini di provenienza internazionale. Il Balletto del Sud è stato ospite di molti teatri nazionali ed esteri, tra i quali il Teatro Bolšoj di Mosca e i teatri d’opera di Roma, Sofia, Montecarlo e Bilbao. Riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è oggi una delle più apprezzate compagnie di danza in Italia e vanta un repertorio di trenta produzioni comprendente i grandi titoli della tradizione classica e una serie di versioni coreografate di celebri opere liriche con la quale testimonia il legame con la grande tradizione musicale italiana.  Fredy Franzutti ha realizzato per la compagnia spettacoli fondati sulla danza classica, ma che accolgono in maniera eclettica suggestioni derivate dai linguaggi coreografici contemporanei. Noto e apprezzato a livello internazionale, firma la veste coreografica di grandi eventi, collabora all’allestimento di opere liriche, di produzioni teatrali e televisive.

Per maggiori informazioni e prezzi Teatro Stabile Sloveno (fonte delle info e foto)

Nel mese di marzo al Teatro Stabile Slovenol sei appuntamenti con
RONDO (GIROTONDO)
Arthur Schnitzler

Un incontro con un il grande classico dell’autore austriaco che ha ancora molto da raccontare nella provocatoria leggerezza dello stordimento di un decadente girotondo amoroso. Il girotondo in dieci dialoghi congela i momenti nei quali l’amore perde il suo valore adattandosi alle leggi sociali. I rapporti si basano sull’inganno, il sesso e la menzogna come impietoso ritratto della superficialità di una dimensione esistenziale che ruota nel giro chiuso e vizioso di eventi tragicamente ripetitivi.
Dino Mustafić, direttore del festival teatrale di Sarajevo MESS è un regista di successo sia in campo teatrale che cinematografico. Ha realizzato anche documentari e progetti musicali. Gli spettacoli da lui diretti hanno ampia diffusione nei paesi dell’ex Yugoslavia, ai festival in Germania, Italia, Spagna, Francia, Egitto e Colombia.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo (cast, prezzi ecc) Teatro Stabile Sloveno (fonte delle info e foto)


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