Trieste…che spettacolo!

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Per chi fosse interessato...
DOMANI ALLE 18 CAFÉ ROSSETTI
PETER BROWN PRESENTA "COPENHAGEN" DI MICHAEL FRAYN

Kogar zanima... 
JUTRI OB 18. URI V KAVARNI ROSSETTI BO PETER BROWN PREDSTAVIL 
"COPENHAGEN" MICHAELA FRAYNA

È infatti in programma domani, venerdì 7 maggio alle ore 18 al 
Cafè Rossetti, l'incontro di presentazione e approfondimento dello
spettacolo "Copenhagen" di Michael Frayn, in scena fino a domenica
9 maggio al Politeama Rossetti.

L'incontro sarà curato dal direttore della British School of 
Friuli Venezia Giulia Peter Brown, ormai un ospite abituale delle
iniziative culturali del Rossetti. 
Profondo conoscitore della cultura e del teatro inglese, e grande 
esperto delle opere di Shakespeare, Peter Brown illustrerà al 
pubblico l'opera teatrale di Michael Frayn, uno dei più importanti 
drammaturghi inglesi contemporanei, ben noto anche in 
Italia per lo spettacolo "Rumori fuori scena". 

L'ingresso è libero fin ad esaurimento dei posti disponibili!!!
Penso che possa essere una buona occasione per conoscere meglio l'opera
soprattutto grazie alla presenza di un grande esperto come Peter Brown.

Vstop je prost do pomanjkanja prostih mest!!!
Mislim, da je to dobra priložnost za poglobljenjo spoznanje opere, 
predvsem zaradi prisotnosti izvedenca Petra Browna.
Sara 
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La relatività dell’etica

di Laura Bevione

Data di pubblicazione su web 03/06/2003

Parlare per due ore di fisica e riuscire a trattenere sempre viva l’attenzione dello spettore: questo è quanto riesce a Copenhagen, dramma scritto nel 1998 dal drammaturgo inglese Michael Frayn – autore del famoso e rappresentatissimo Rumori fuori scena – e messo in scena con la regia di Mauro Avogadro. Il successo che lo spettacolo sta ottenendo da oramai due stagioni pare inspiegabile se si considera la trama: Niels Bohr, famoso fisico teorico danese, per metà ebreo, vive a Copenaghen con la fedele e sollecita moglie Margrethe. Un giorno del 1941 – la Danimarca è già stata invasa dalla Germania – i Bohr ricevono l’inattesa visita dell’allievo più brillante e amato dell’uomo, Werner Heisenberg. Questi, malgrado sia ebreo, ha accettato di collaborare con il regime nazista, che gli consente fra l’altro di proseguire le proprie ricerche, sicuro che esse potranno essere d’aiuto nel determinare l’esito della guerra in atto. Heisenberg, e lo stesso Bohr, infatti, si occupano di fisica nucleare.

L’efficacia drammaturgica del testo è frutto della sua costruzione – l’incontro fra il maestro e l’ex-allievo è rievocato molti anni più tardi, quando i suoi protagonisti sono forse oramai morti – e delle tematiche affrontate. Su una spoglia scena nera, circondata da lavagne affollate di formule e arredata di sole quattro sedie di alluminio che gli attori stessi spostano nel corso dello spettacolo, assistiamo a tre versioni diverse di quel fatidico giorno del 1941, interpolate da altri ricordi, che impercettibilmente si inseriscono fra le maglie larghe della memoria. L’incontro, realmente accaduto, è la classica goccia che fa traboccare un vaso colmo di rivendicazioni e rancori, affetti traditi e personali frustrazioni. Il rapporto che lega Bohr e Heisenberg, assimilabile a quello fra padre e figlio, ha perduto la spontaneità originaria ed è stato incrinato dalle diverse scelte di vita e dall’indirizzo differente delle rispettive ricerche scientifiche. Una degenarazione – o meglio una trasformazione – di cui è testimone Margrethe, cui è affidato il ruolo di coro non imparziale della vicenda e a cui tocca pronunciare due battute che sono altrettante chiavi di lettura del play: la donna ricorda ai due che fisica e politica quasi combaciano in quel tragico periodo di guerra; ancora, in un altro momento, lei stessa afferma che «tutto è personale», ed è quindi inutile nascondere dietro la facciata degli ideali i motivi solo individuali all’origine delle proprie scelte.

Frayn non si limita a dibattere una questione di etica sempre drammaticamente attuale – in che misura la scienza può essere giudicata colpevole dei delitti terribili compiuti grazie alle sue scoperte? – ma ribadisce come alla base di qualsiasi evento, piccolo o grande, vi sia sempre l’uomo, con le sue paure e i suoi dubbi, le sue invidie e i suoi egoismi.

Heisenberg acquistò fama per aver scoperto il “principio di indeterminazione”, lo stesso che il drammaturgo applica all’esistenza umana, ugualmente incerta e governata da forze non prevedibili. Lo spettacolo, allora, coniuga un andamento incalzante all’ambiguità della situazione e alla rarefazione degli stessi concetti di spazio e tempo, concedendo un’area anche alla dimostrazione scientifica, alla lieve malinconia dei ricordi e all’acerbità dei rimorsi. Avogadro è abile nel restituire sul palcoscenico il complesso congegno drammaturgico ideato da Frayn, appoggiato da tre straordinari attori che offrono altrettante interpretazioni assolutamente perfette – mimica, presenza scenica, mobilità, ritmo. La bravura di Orsini,Popolizio e della splendida Lojodice rinverdisce il fascino del teatro e ricorda allo spettatore annoiato di saper ancora suscitare vere e durature emozioni.

da http://www.drammaturgia.it

Ecco qui il trailer dello spettacolo COPENHAGEN nella versione inglese.

Non sono riuscita a trovare la versione italiana.

Evo trailer predstave KOBENHAVN v originalnem jeziku. Uspelo mi je najti italijansko verzijo.

Lyceum production of Copenhagen by Michael Frayn

da YouTube

Dal 5 al 9 maggio al Politeama Rossetti:

Od 5. do 9. maja v gledališču Rossetti:

COPENHAGEN

KOBENHAVN
Di: Michael Frayn
traduzione di Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi
Scene: Giacomo Andrico
Costumi: Gabriele Mayer
Musiche: Andrea Liberovici
Regia: Mauro Avogadro
Produzione: CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Interpreti: Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
Repliche: 6

Fin dall’apertura della stagione 2007-2008 con Vita di Galileo di Brecht, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha iniziato a interrogarsi sui temi della scienza e dell’etica, e prosegue attraverso altri titoli che si rifanno alle stesse questioni, che ci appartengono sempre più e sempre meno sono legate allo specifico ambito scientifico.
Copenhagen, scritto nel 1998 dall’eclettico autore inglese Michael Frayn, allude proprio a questi argomenti: quali devono essere i rapporti fra potere politico e scienza? È giusto che scelte etiche condizionino il progresso? Quali sono i limiti e le responsabilità umane di chi si dedica alla ricerca?
Il testo divenne un caso mondiale, tradotto e messo in scena in oltre trenta Paesi, in versioni teatrali, operistiche e per la tv. Nel 1999 il corregionale CSS-Teatro Stabile d’Innovazione coprodusse con Emilia Romagna Teatro l’edizione italiana della piéce, con un cast di vera eccellenza: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice diretti da Mauro Avogadro. Lo spettacolo viene riproposto – finalmente anche a Trieste – con tutta la sua carica d’inquietudini e induzioni.
Copenaghen è un’incandescente disputa etica e scientifica a tre voci, densa di angoscianti interrogativi alla vigilia del primo uso della bomba atomica. La vicenda è ambientata nel 1941 nella capitale nordeuropea e ricostruisce l’incontro, in una Danimarca occupata dai nazisti, fra due scienziati. In una scena costruita come un’aula universitaria con pareti piene di lavagne riempite di simboli e formule matematiche, Umberto Orsini interpreta l’umbratile fisico Bohr. Una sera Bohr e la moglie Margrethe (Giuliana Lojodice) ricevono la visita insolita di un ex allievo tedesco, Werner Heisenberg, (Massimo Popolizio). Quali sono i motivi del suo arrivo? Forse il fisico tedesco, in nome della vecchia amicizia, vuole far sapere a Bohr – ormai schierato con la ricerca Alleata – che il Terzo Reich ancora non possiede la formula della bomba. Oppure è lì per cercare un accordo per rallentare, in maniera bilaterale, le ricerche sulle armi nucleari? O desidera solo offrirgli protezione, magari in cambio di qualche segreto? Nella più solida tradizione anglosassone, il dubbio è amletico e non troverà una risposta univoca…

MER 5 maggio – h. 20.30 turno PRI
GIO 6 maggio – h. 16.00 turno E – h. 20.30 turno A
VEN 7 maggio – h. 20.30 turno B
SAB 8 maggio – h. 20.30 turno C
DOM 9 maggio – h. 16.00 turno D

Inizio Prevendita MAR 6 aprile
pren. abbonamento stelle

GIO 8 aprile vendita biglietti

Durata dello spettacolo 2 ore con intervallo

  Interi   € 29.00       € 29.00       € 21.00       € 16.00        
  Ridotti   € 24.00       € 24.00       € 17.00       € 13.00      

info e immagini da  www.ilrossetti.it


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