Trieste…che spettacolo!

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Al Teatro Miela il 19 gennaio nuovo appuntamento con:

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

dedicato a Bernardo Bertolucci


ore 19.00
IO BALLO DA SOLA

di Bernardo Bertolucci; con Liv Tyler, Jeremy Irons, Sinead Cusak, Donal McCann, Carlo Cecchi, Stefania Sandrelli, Jean Marais, Rachel Weisz, D.W. Moffett, Joseph Fiennes, Roberto Zibetti, Ignazio Oliva, Francesco Siciliano, Anna Maria Gherardi, Daria Nicolodi, Leonardo Treviglio, Jason Flemyng, Rebecca Valpy, Mary Jo Sorgani, Lola Peploe, Mario Cotone, Maria Francesca Etzi, Valentina Ricciardelli, Matthew Spender, Susan Minot e i ballerini / danzatori della compagnia «Sosta Palmizi».
Regno Unito / Francia / Italia, 1996, col., 118′

Orfana di madre, la diciottenne Lucy è mandata dal padre in Italia per una vacanza estiva, ospite di una coppia di inglesi, vecchi amici di famiglia che abitano in una villa di Gaiole in Chianti (Siena). Alla fine del soggiorno Lucy avrà avuto felicemente la sua prima esperienza sessuale e scoperto senza traumi l’identità del proprio padre biologico.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Ricevuto come un film «di transizione», “Io ballo da sola” apre in realtà una fase nuova della produzione bertolucciana. L’autore, dopo una decina di anni di viaggi cinematografici in paesi lontani, torna a casa «sulla punta dei piedi»; invece della solita Bassa padana si ferma inaspettatamente in Val d’Orcia, mentre ad assistere a distanza ai mutamenti avvenuti in Italia all’indomani dell’operazione Mani Pulite sono diversi stranieri trasferitisi da tempo nel cosiddetto «Chiantishire». Perfino il lungo sodalizio con Storaro sembra ormai essersi concluso attraverso l’apoteosi visiva della nota trilogia. Bertolucci, «reincarnatosi» per l’occasione in una ragazza USA parente dell’adolescente de “La Luna”, e anche lei alla ricerca del padre biologico nella Vecchia Europa, guarda al tramonto delle utopie e al sorgere di nuove malattie che segnano il passaggio di secolo, con inedita serenità e una levità decisamente mozartiana. A prescindere dei vari pezzi ricavati dal Maestro di Salisburgo, va notata una delle colonne sonore tra le più azzeccate e rappresentative del decennio.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

ore 21.30
L’ASSEDIO

di Bernardo Bertolucci; con Thandie Newton, David Thewlis, Claudio Santamaria, John C. Ojwang, Cyril Nri, Massimo De Rossi, Andrea Quercia, Veronica Visentin, Alexander Menis, Natalia Mignosa, Lorenzo Mollica, Elena Perino, Fernando Trombetti, Paul Ozul, Veronica Lazar, Mario Mazzetti di Pietralata, Gabriele Mazzetti, Maria Francesca Etzi, Salvatore Anversa.
Italia / Regno Unito, 1998, col., 94′

Shandurai è una giovane africana che vive a Roma studiando medicina e guadagnandosi da vivere facendo la colf a un compositore inglese, Kinsky. La donna ha lasciato nel proprio Paese il marito, che è stato arrestato per motivi politici da un regime dittatoriale. Nel momento in cui il musicista le dichiara il suo amore lei gli rivela la sua situazione e l’uomo si spoglia, progressivamente e di nascosto, dei propri averi per far uscire dal carcere il condannato. Quando Shandurai comprende l’accaduto non può non amare Kinsky. Il mattino dopo suo marito suonerà alla porta.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Invece dell’Atto III di Novecento o del biopic sul geniale compositore napoletano Carlo Gesualdo da Venosa (1560-1613), annunciati l’uno e l’altro all’indomani di “Io ballo da sola”, Bertolucci firma una piccola produzione originariamente destinata alla tv che gli permette di ritrovare la libertà creativa delle sue opere degli anni ’60. Girato in quattro settimane, in stretta collaborazione con sua moglie – la regista Clare Peploe –, “L’assedio” prende atto della «nuova Nouvelle Vague» allora in atto nel cinema internazionale, sviluppando tra l’altro una ricerca formale già iniziata nell’ultima parte de “Il tè nel deserto”; cioè di realizzare un film quasi completamente privo di parole, a tutto vantaggio, in questo caso, della musica. Tuttavia, in eco alle sue pellicole più recenti, sia la presenza dell’«altrove» che le «prove d’amore» appaiono tra le righe di questa trasposizione dell’omonimo racconto di James Lasdun (l’autore dietro l’inquietante “Sunday” di Jonathan Nossiter), ambiento invece a Londra, con una protagonista sudamericana.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

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