Trieste…che spettacolo!

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Il 19, 21, 22, 26,27, 29 e 30 aprile continua la stagione di lirica e balletto del Teatro G. Verdi con:

FRANCESCA DA RIMINI

di Zandonai

A distanza di sei anni dalla messa in scena dei “Cavalieri di Ekebù”, punta estrema dello sperimentalismo armonico di Riccardo Zandonai, con cui si erra inaugurata nel 2004 la Stagione Lirica e di Balletto del Teatro, questa volta ritorna sul palcoscenico del “Verdi” l’opera considerata il capolavoro del musicista trentino:Francesca da Rimini. Fu composta sulla tragedia di Gabriele d’Annunzio che fu l’artista e l’intellettuale più importante che l’Italia abbia conosciuto a cavallo fra Otto e Novecento, l’unico (con Puccini) capace di affrancarsi dal provincialismo italiano per nutrirsi delle migliori esperienze culturali europee e rivisitarle alla luce di un talento multiforme e di una sensibilità iperattiva di cui Francesca da Rimini fu il risultato più compiuto. Quest’opera ha tutte le caratteristiche del capolavoro, non fosse altro che per il clima decadente, sottilmente melanconico che la permea; in particolare i personaggi di Francesca e le sue ancelle, immerse da Zandonai in un clima sognante lontano nel tempo, sono qualcosa che l’opera italiana forse fino ad allora non aveva ancora conosciuto. Il compositore in quest’opera riuscì infatti a tradurre, in uno spirito moderno i valori più distintivi del melodramma italiano e impresse un nuovo rilievo alla poesia del testo e una nuova centralità all’orchestra, tutta tesa a sottolineare i risvolti psicologici dei personaggi di questa leggendaria tragedia.

Ma il successo dell’opera si spiega anche con la perfetta compiutezza del personaggio della protagonista, che diventa, senza paragoni, un “tipo” del teatro del primo Novecento come Salomé, come Mélisande e come le passionali eroine veriste: in un Medioevo di maniera, essa è il simbolo modernissimo delle inquietudini decadenti. La sua “non vuole essere solo una grande storia d’amore, bensì la raffigurazione di uno scorcio di vita medievale, il quadro di un secolo della remota civiltà italiana” – afferma Zandonai – “Io l’ho sentita con profonda e commossa pietà per quell’amore appunto che la vincola al cognato e la conduce con lui ad una morte. Francesca è l’amore senza erotismo, e la coscienza viva che questa donna possiede del peccato, rivela in lei una profonda spiritualità».

L’opera aveva inaugurato nel dicembre 1919 la stagione lirica del “Verdi” sotto la direzione dello stesso Zandonai. Da Trieste, durante le prove, Zandonai scrisse: «Ho un’orchestra ottima ed educatissima della quale ho già guadagnato la simpatia e che mi dà delle grandi soddisfazioni. Il complesso delle voci è pure buonissimo tanto che spero in un’esecuzione accuratissima ed efficace. Del resto Francesca qui è attesa vivamente e con grande favore. Spero in un grande successo ». E veramente fu «un grande successo» indimenticabile.

Francesca da Rimini è considerata ancora oggi un’opera da primadonna come Magda Olivero, protagonista nel 1959 con Mario del Monaco di uno storico allestimento scaligero, che ha passato il testimone alla bulgara Raina Kabaivanska, la Francesca più frequente degli ultimi trent’anni, accanto a Leyla Gencer e Renata Scotto.

L’allestimento che il Teatro Verdi propone in occasione della undicesima edizione dell’opera, è realizzato in coproduzione con l’Opernhaus di Zurigo ed è curato dal regista Giancarlo Del Monaco uno dei più importanti della sua generazione che nella sua carriera ha al suo attivo più di cento regie di successo in tutto il mondo. Del Monaco mise in scena questo allestimento all’Opernhaus di Zurigo nel giugno 2007 e, di recente, all’Opéra Bastille di Parigi. Lo affiancano lo scenografo Carlo Centolavigna, la costumista Maria Filippi, l’assiente alla regia Elena Marzoni e il light designer Nino Napoletano.

Nel ruolo di Francesca saranno impegnate l’armena Hasmik Papian, già interprete di successo nel ruolo di Maria Stuarda nella scorsa stagione lirica, in alternanza con Patrizia Orciani Venus in Tannhäuser durante la passata stagione a Trieste; il bulgaro Zvetan Michailovich al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi” comeCarlo Barricelli con cui si alterna nel ruolo di Paolo. Ritorna, sempre con grande gradimento da parte del pubblico triestino, Giorgio Surian che in alternanza con il giapponese Yasuo Horiuchi interpreterà il ruolo di Gianciotto, lo sciancato; Gianluca SorrentinoPablo Karaman interpretano il ruolo di Malatestino Dall’Occhio. Nel cast anche Louise Callinan ( Samaritana), Giovanni Guagliardo (Ostasio), Mario Bolognesi (Ser Toldo Berardengo), Elena Traversi (Smaragdi), le ancelle Milena Josipovich, Annika Kaschenz, Carla Di Censo, Erika PaganManrico Signorini (giullare), Alessandro De Angelis (un balestriere) e Andrea Vincenzo Bonsignore ( un torrigiano).

La compagnia di canto, con il Coro istruito dal M° Alessandro Zuppardo, e l’Orchestra del Teatro Verdi sono sotto la direzione e concertazione del M° Fabrizio Maria Carminati, acclamato interprete di un vasto repertorio operistico di tradizione dal Belcanto italiano, interprete di Verdi, Donizetti, Paisiello, Rossini, Bellini, al ’900 italiano e tedesco (Leoncavallo, Giordano, Cilea, Menotti, Humperdinck). Si dedica anche a repertori desueti e del ’900 contemporaneo dirigendo opere in prima esecuzione assoluta.

La prima di Francesca da Rimini è preceduta dalla prolusione del musicologo e critico musicale Gianni Gori che venerdì 15 aprile alle ore 18 introdurrà il pubblico all’opera nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo e prezzi Teatro G. Verdi (fonte delle info e foto)

Continua la stagione di lirica e balletto del Teatro G. Verdi.

Il 12,13,15,16,17,18 e 19 marzo andrà in scena

SALOME

Dramma in un atto

di Hedwig Lachmann, dal poema omonimo di Oscar Wilde

Musica di Richard Strauss

in lingua originale con sopratitoli

Personaggi e Interpreti

Herodes

Robert Brubaker (12, 15, 17, 19/III, 8/IV)

Matthias Wohlbrecht (13, 16, 18/III)

Herodias

Marta Moretto (12, 15, 17, 19/III, 8/IV)

Monika Waeckerle (13, 16, 18/III)

Salome

Ingela Brimberg (12, 15, 17, 19/III)

Anne Williams-King (13, 16, 18/III, 8/IV)

Jochanaan

Thomas Gazheli (12, 15, 17, 19/III)

Johannes Von Duisburg (13, 16, 18/III, 8/IV)

Narraboth

Michael Heim (12, 15, 17, 19/III)

Gianluca Sorrentino(13, 16, 18/III, 8/IV)

Il Paggio di Herodias

Elena Traversi

Cinque Ebrei

Federico Lepre, Alessandro De Angelis, Davide Cicchetti, Pablo Karaman, Nicolò Ceriani

Due Nazareni

Giuliano Pelizon, Francesco Paccorini

Due Soldati

Alessandro Svab, Giuliano Pelizon

Uomo della Cappadocia

Federico Benetti

Uno Schiavo

Dax Velenich

Maestro concertatore e Direttore Stefan Anton Reck

Regia Gabriele Lavia

Scene Alessandro Camera

Costumi Andrea Viotti

Coreografia Luciano Pasini

Luci Daniele Naldi

Assistente alla Regia Roberto Bonora

Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Prima rappresentazione

Dresda, Königliches Opernhaus, 9 dicembre 1905

 

Per maggiori informazioni sullo spettacolo e prezzi Teatro G. Verdi Trieste

Tornano gli appuntamenti della stagione di lirica-balletto al Teatro G. Verde!

Dal 21 al 29 gennaio 2011 in scena:

I DUE FOSCARI

assente dalle scene dal lontano 1983, quando nei panni del Doge di Venezia Francesco Foscari cantò il grande Piero Cappuccilli, in alternanza con un giovane Juan Pons  per la regia di Filippo Crivelli e la direzione di un giovanissimo Daniel Oren. La realizzazione di questo allestimento è una coproduzione tra la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste e l’Associacion Bilbaina de Amigos de la Opera di Bilbao, andata in scena anche al Festival Verdiano di Parma nell’ottobre 2009. Lo spettacolo si avvale della regia diJoseph Franconi Lee che racconta l’opera con le scene e i costumi di William Orlandi, le coreografie di Marta Ferri e le luci di Nino Napoletano. Di origini newyorkesi, Franconi Lee è stato allievo di Alberto Fassini con il quale ha realizzato – e dopo la sua morte ne ha curato la ripresa – alcuni prestigiosi allestimenti nei teatri d’opera di tutto il mondo.

Caso isolato nella produzione verdiana così lontano dalla prorompente vitalità delle opere giovanili degli anni Quaranta, I DUE FOSCARI ha un carattere più intimo, più  vicino a opere successive come ad esempio Luisa Miller ed è l’opera  in cui la dimensione politica risulta meno intensa. Ma I due Foscari rappresentano anche una delle tappe più importanti  nel percorso  che condusse Verdi  dai famosi “anni di galera” al traguardo raggiunto con Macbeth, primo grande capolavoro della sua giovinezza.

L’opera è decisamente sperimentale soprattutto sotto il profilo musicale con una strumentazione molto più raffinata dei lavori che la precedono e  con una tavolozza orchestrale ricca e varia. Una ricerca che testimonia come  Verdi  stia sperimentando   nuovi strumenti d’articolazione musicale, ma anche drammaturgica  che vanno ad  approfondire ed evidenziare l’evoluzione psicologica dei personaggi:  il sincero pathos di Jacopo, la rabbia e la disperazione di Lucrezia, l’inerme sofferenza del Doge.  Tre sono le figure intorno alle quali si muove il dramma; esse sono il nucleo, i rappresentanti di una illustre e nobile famiglia veneziana,  protagonisti della trappola mortale di cui cadranno vittima. Il melodramma si ispira a “The two Foscari”, dramma cupo e sanguinario  di George Byron che Verdi, approfondendo il lato intimo  e privato della vicenda, in qualche modo rende ancora più vivo e crudele ma a cui toglie la  forza originaria della passione politica che pervadeva il dramma originale del testo di Bayron. L’interesse per Byron da parte di Verdi, come per Shakespeare e Hugo, si colloca nella sua ricerca di nuovi personaggi più originali e che portano il compositore a prediligere personaggi fuori dalle regole, con sensibilità e passionalità estreme. Ma dei tre personaggi  principali solo Lucrezia ( Marina nell’originale  dramma byroniano e anticipazione della Leonora di Trovatore)  sembra impersonare tutti i caratteri delle fede di Byron negli ideali liberali e umanitari e  l’odio per  soprusi e ingiustizia con la sua caratterizzazione di moglie e madre affettuosa spinta a diventare una furia dal governo crudele della Serenissima. Musicalmente il personaggio di Lucrezia è definito con  molta cura nella sua virtuosistica vocalità. Di Jacopo si esalta solo l’amore per la sua Venezia e del padre, il Doge, si mette in luce la stoica sottomissione ai doveri della politica e alla sua dimensione pubblica che non consente il libero sfogo del dolore privato.

Sul podio, il M° Renato Palumbo, reduce dai recenti successi ottenuti con ErnaniMacbeth alla Lyric Opera di Chicago,  Il corsaroUn ballo in maschera a Bilbao e, in Italia, Manon Lescaut a Venezia eMefistofele all’Opera di Roma. Il M° Palumbo dirigerà le compagini artistiche dell’Orchestra e del Coro del Teatro Verdi preparato dal M° Alessandro Zuppardo e la compagnia di canto in cui  figurano i baritoni Luca Salsi in alternanza con Sebastian Catana nel ruolo di Francesco Foscari, il Doge; Stefano SeccoRiccardo Massi, i due tenori a cui è affidato invece il ruolo di Jacopo Foscari, mentre il ruolo di  Lucrezia Contarini è affidato alle due soprano Maria Josè Siri eLatonia Moore e quello di Jacopo Loredano a Alexander Vinogradov. Tutti sono al debutto sul palcosenico del “Verdi” : fanno eccezione   Stefano Salsi e Latonia Moore, l’uno, già apprezzato interprete di Belcore nell’ultima edizione triestina di Elisir d’amore, l’altra, delicata interprete dei ruoli di Liù, Mimì  e più recentemente, di  Elvira in Ernani. Completano il cast Saverio Bambi nel ruolo di Barbarigo, Asude Karayavuz in quello di Pisana e gli artisti del Coro del “Verdi”, Dax Velenich, Francesco Cortese, Roberto Miani nel ruolo del Fante del Consiglio e Ivo Federico, Gianluca di CanitoGiovanni Alberico Spiazzi in quello del Servo del Doge.

Lo spettacolo si rappresenta il 21, 22, 23, 25, 26, 27, 29 gennaio 2011 e sarà preceduto martedì  18 gennaio alle ore 18 dalla prolusione all’opera che si terrà a cura del critico musicale Angelo Foletto nellaSala del Ridotto del Teatro Verdi

LINK UTILI:

Continua la stagione di lirica-balletto al Teatro G. Verdi

L’11, 12,14,15,16,17 e 18 dicembre 2010 andrà in scena una nuova edizione dello spettacolo di balletto:

ROMEO E GIULIETTA

presentato dalla Compagnia del BALLETTO DI MILANO su musica di Piötr IlicCiaikovskij con la partecipazione del l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste.

Lo spettacolo, in due atti, è tratto dall’omonima tragedia di Shakespeare e reinterpretato   dall’estro di  Giorgio Madia, che lo scompone e ricompone iniziando dalla fine per fare il cammino inverso della tragedia  allo scopo di  evidenziare con maggior forza il dramma dei due giovani innamorati, i sentimenti ed il profilo psicologico dei personaggi. Archetipo, icona dell’amore perfetto in contrasto con la società e con il mondo.

Coreografo di estrazione classico-accademica che ha diviso la sua carriera tra Italia e Estero,  Giorgio Madiamette a confronto vita e morte, amore e guerra, giorno e notte. E afferma: “Il linguaggio della danza, come diceva Béjart, non deve esprimere concetti molto complicati ma solo i più semplici:  vita, morte, guerra, amore, tristezza e gioia. Il dramma di Romeo e Giulietta, come nell’immaginario collettivo, è per me l’archetipo, l’icona, dell’amore perfetto anche se (o proprio perché) in contrasto con la società e con il mondo. Quindi la chiave della mia interpretazione ha richiesto, seppur nel tradizione del testo, la ricomposizione temporale degli eventi: una  storia che parte dal culmine del dramma e si snoda con lo scopo di enfatizzare l’icona.”

Questi “opposti”  a cui accenna Madia, sono evocati anche attraverso le scelte scenografiche di Cordelia Matthes che è l’autrice anche  dei costumi: attraverso  i colori bianco e nero in un ambiente raffinatamente  astratto e  costituito da fondali e pannelli scorrevoli che alterano gli spazi e le profondità per i differenti quadri d’azione. In questa ambientazione spiccano i danzatori  vestiti di  nero con i dettagli dei colletti e delle maniche  che richiamano il gusto del teatro elisabettiano.

Nel corso dei due atti, lo spettacolo si  sviluppa con assoli e scene di danza corale di livello altissimo; ha inizio con il dramma della morte della protagonista e si chiude invece con il trionfo dell’amore  e i due protagonisti che vivono il loro amore sospesi in un’eternità fuori dallo spazio e dal tempo.

Protagonista la coppia Giulia Paris (Giulietta)  Martin Zanotta (Romeo) che interpreta con grande espressività i vari sentimenti che li anima: dall’ironia alla dolcezza, dal dolore alla felicità.

Giulia Paris è una giovanissima rivelazione della danza. Con il  Balletto di Milano ha partecipato a numerosi spettacoli ricoprendo i  ruoli principali oltre ad aver già lavorato con la Compagnia della Rancia , con MTV con “I Giovani del Balletto di Milano” per la produzione Vedova Allegra al Carlo Felice di Genova . Martin Zanotta  si è diplomato al Conservatorio di Vienna e  si è perfezionato all’Opera di Parigi e presso il prestigioso New York City Ballet.  Ha danzato come solista e primo ballerino in prestigiosi teatri spaziando dal repertorio classico al moderno, al musical e prendendo parte a importanti produzioni come Notre-Dame de Paris e il Cirque du Soleil.

ROMEO E GIULIETTA si avvale del  disegno luci di Jean Paul Carradori che sottolinea di volta in volta i momenti più esaltanti del dramma. Affiancano i protagonisti:Federico Veratti (Mercuzio), Christian Sciagura (Tebaldo), Fabrizio Gallo (Benvolio), Martina Gerbi (Madonna Capuleti), Martina De Dominicis (Madonna Montecchi), Alessandro Orlando (Padre Capuleti)Leonardo Cusinato (Padre Montecchi), Duilio Ingraffia (Frate Lorenzo), Giorgio Colpani (Paride),  Alessia Campidori (Rosalinda),  Savina Bellotto (nutrice) e  ancora Jessica Boldrighi, Marianna Gentile e Luca Massidda.

La  Compagnia del  Balletto di Milano che firma lo spettacolo, è attiva da quasi 30 anni sul territorio nazionale. Si è configurata come una realtà in bilico tra il”classico” e il “moderno”  per le sue creazioni che preservano il linguaggio della tradizione accademica, ma lo contaminano con stilemi e combinazioni caratteristiche della danza più tipicamente  contemporanea.

Molte  stelle della danza, come Oriella Dorella, Carla Fracci, Luciana Savignano, Raffaele Paganini, Marco Pierin sono state sue acclamate interpreti. Oltre alla ripresa di Romeo e Giulietta di Giorgio in tournée in Italia e all’estero, e al debutto della creazione Chansons… raccontando Aznavour con coreografie di Adriana Mortelliti, la Compagnia ha in programma per l’autunno 2011 una nuova e impegnativa produzione di Cenerentola di Giorgio Madia su musiche di Gioachino Rossini.

Le note su cui danza il Balletto di Milano non sono quelle consuete di Prokofiev, ma l’ouverture-fantasia “Romeo e Giulietta” di Čajkovskij, composta nel 1869 e riveduta e corretta  fino alla versione definitiva del 1880. Ma il compositore russo ha lasciato anche dei frammenti oltre alla versione definitiva, qui interamente ripresi da Michele Rovetta che, curando il coordinamento musicale di questo balletto, ha offerto al pubblico la possibilita’ di conoscere tutto il contenuto dei manoscritti cosi’ come inizialmente il musicista li aveva concepiti. Ma la scelta di Rovetta include anche brani da Amleto,  Fanciulla di Neve, Suite n. 1, Sinfonia n. 3, e altri ancora. Lo spettacolo vedrà la partecipazione dell’Orchestra del Teatro Verdi diretta dal M°  Giuseppe Acquaviva (11, 12, 14 dicembre 2010) in alternanza con il M° Gianmario Cavallaro (15, 16, 17, 18 dicembre 2010).

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