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Al Teatro Miela il 19 gennaio nuovo appuntamento con:

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

dedicato a Bernardo Bertolucci


ore 19.00
IO BALLO DA SOLA

di Bernardo Bertolucci; con Liv Tyler, Jeremy Irons, Sinead Cusak, Donal McCann, Carlo Cecchi, Stefania Sandrelli, Jean Marais, Rachel Weisz, D.W. Moffett, Joseph Fiennes, Roberto Zibetti, Ignazio Oliva, Francesco Siciliano, Anna Maria Gherardi, Daria Nicolodi, Leonardo Treviglio, Jason Flemyng, Rebecca Valpy, Mary Jo Sorgani, Lola Peploe, Mario Cotone, Maria Francesca Etzi, Valentina Ricciardelli, Matthew Spender, Susan Minot e i ballerini / danzatori della compagnia «Sosta Palmizi».
Regno Unito / Francia / Italia, 1996, col., 118′

Orfana di madre, la diciottenne Lucy è mandata dal padre in Italia per una vacanza estiva, ospite di una coppia di inglesi, vecchi amici di famiglia che abitano in una villa di Gaiole in Chianti (Siena). Alla fine del soggiorno Lucy avrà avuto felicemente la sua prima esperienza sessuale e scoperto senza traumi l’identità del proprio padre biologico.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Ricevuto come un film «di transizione», “Io ballo da sola” apre in realtà una fase nuova della produzione bertolucciana. L’autore, dopo una decina di anni di viaggi cinematografici in paesi lontani, torna a casa «sulla punta dei piedi»; invece della solita Bassa padana si ferma inaspettatamente in Val d’Orcia, mentre ad assistere a distanza ai mutamenti avvenuti in Italia all’indomani dell’operazione Mani Pulite sono diversi stranieri trasferitisi da tempo nel cosiddetto «Chiantishire». Perfino il lungo sodalizio con Storaro sembra ormai essersi concluso attraverso l’apoteosi visiva della nota trilogia. Bertolucci, «reincarnatosi» per l’occasione in una ragazza USA parente dell’adolescente de “La Luna”, e anche lei alla ricerca del padre biologico nella Vecchia Europa, guarda al tramonto delle utopie e al sorgere di nuove malattie che segnano il passaggio di secolo, con inedita serenità e una levità decisamente mozartiana. A prescindere dei vari pezzi ricavati dal Maestro di Salisburgo, va notata una delle colonne sonore tra le più azzeccate e rappresentative del decennio.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

ore 21.30
L’ASSEDIO

di Bernardo Bertolucci; con Thandie Newton, David Thewlis, Claudio Santamaria, John C. Ojwang, Cyril Nri, Massimo De Rossi, Andrea Quercia, Veronica Visentin, Alexander Menis, Natalia Mignosa, Lorenzo Mollica, Elena Perino, Fernando Trombetti, Paul Ozul, Veronica Lazar, Mario Mazzetti di Pietralata, Gabriele Mazzetti, Maria Francesca Etzi, Salvatore Anversa.
Italia / Regno Unito, 1998, col., 94′

Shandurai è una giovane africana che vive a Roma studiando medicina e guadagnandosi da vivere facendo la colf a un compositore inglese, Kinsky. La donna ha lasciato nel proprio Paese il marito, che è stato arrestato per motivi politici da un regime dittatoriale. Nel momento in cui il musicista le dichiara il suo amore lei gli rivela la sua situazione e l’uomo si spoglia, progressivamente e di nascosto, dei propri averi per far uscire dal carcere il condannato. Quando Shandurai comprende l’accaduto non può non amare Kinsky. Il mattino dopo suo marito suonerà alla porta.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Invece dell’Atto III di Novecento o del biopic sul geniale compositore napoletano Carlo Gesualdo da Venosa (1560-1613), annunciati l’uno e l’altro all’indomani di “Io ballo da sola”, Bertolucci firma una piccola produzione originariamente destinata alla tv che gli permette di ritrovare la libertà creativa delle sue opere degli anni ’60. Girato in quattro settimane, in stretta collaborazione con sua moglie – la regista Clare Peploe –, “L’assedio” prende atto della «nuova Nouvelle Vague» allora in atto nel cinema internazionale, sviluppando tra l’altro una ricerca formale già iniziata nell’ultima parte de “Il tè nel deserto”; cioè di realizzare un film quasi completamente privo di parole, a tutto vantaggio, in questo caso, della musica. Tuttavia, in eco alle sue pellicole più recenti, sia la presenza dell’«altrove» che le «prove d’amore» appaiono tra le righe di questa trasposizione dell’omonimo racconto di James Lasdun (l’autore dietro l’inquietante “Sunday” di Jonathan Nossiter), ambiento invece a Londra, con una protagonista sudamericana.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

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Mercoledì 12 gennaio al Teatro Miela torna

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

dedicato a BERNARDO BERTOLUCCI

ore 19.00
LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO

di Bernardo Bertolucci; con Ugo Tognazzi, Anouk Aimée, Ricky Tognazzi, Laura Morante, Victor Cavallo, Vittorio Caprioli, Renato Salvatori, Olimpia Carlisi, Antonio Travisi, Margherita Chiari, Gaetano Ferrari, Sante Bianchi, Giuseppe Calzolari, Piero Longari Ponzone, Angelo Novi, Gianni Migliavacca, Ennio Ferrari e i musicisti del Concerto Cantoni di Busseto.
Italia/USA, 1981, b/n, 116′

A Primo Spaggiari, industriale caseario della Bassa Padana, si chiede, per il riscatto del figlio sequestrato da un gruppo di terroristi, un miliardo; quando il figlio viene dato per morto, Spaggiari escogita un piano truffaldino e utopistico per salvare il caseificio sull’orlo del fallimento.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Ormai quarantenne, Bertolucci passa decisamente dalla parte dei «padri» che si confrontano con il mistero della gioventù dei figli. In tal senso, “La tragedia di un uomo ridicolo” appare perfettamente speculare rispetto a “Strategia del ragno”. Scritto da solo «tra mezzanotte e le sei di mattina», in poco più di due settimane, si tratta dell’opera forse più segreta del regista, quasi un oggetto di culto per gli happy few, con un inedito Tognazzi, giustamente premiato a Cannes, nel ruolo dell’ideale nipote dell’Olmo di Novecento. In questo «film noir alla parmigiana, in cui si esprimono spudoratamente i sensi di colpa dell’autore di successo di “Ultimo tango”, il realismo magico bertolucciano sbircia un’altra volta dalle parti di Buñuel, anticipando a suo modo l’atmosfera balzana di certi film di Bertrand Blier o di Almodóvar, o anche di “Mia dolce assassina” di Claude Miller. Dopotutto fu Sadoul a definire un giorno “Il grande sonno” «un incubo raccontato da un ubriacone»… Vista l’indisponibiltà di Storaro (allora impegnato con Coppola), il regista ripiega su Carlo Di Palma: il rimando alla profondità di campo dei dipinti di Edward Hopper fa da contrappunto alla «nebbia» della realtà contemporanea degli anni di piombo.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

ore 21.30
LA VIA DEL PETROLIO

di Bernardo Bertolucci; con Mario Trejo, Giulio Bosetti, Nino Castelnuovo, Riccardo Cucciolla, Nino Dal Fabbro, Mario Feliciani (voci narranti).
Italia, 1967, b/n, 48’+40’+45’

Il percorso compiuto dal petrolio che, dal luogo di estrazione, l’Iran, passando per il Golfo Persico, dove viene caricato sulle petroliere, arriva al porto di Genova, nell’Europa che ne ha bisogno per il suo sviluppo. Il documentario è diviso in tre parti: ‘Le origini’, ‘Il viaggio’, ‘Attraverso l’Europa’. La prima parte è dedicata alla terra d’origine mezzo per riprodurre la realtà. Nella seconda parte, il viaggio della petroliera induce a continui rimandi letterari e cinematografici. L’ultima parte è incentrata su un giornalista sudamericano incaricato di scrivere un diario di viaggio lungo il percorso dell’oleodotto che porta il petrolio da Genova alla Germania.
(www.cinematografo.it)

“Dopo due anni di disoccupazione forzata Bertolucci accetta di realizzare un documentario industriale su commissione dell’Eni, trasmesso poi dalla Rai. Partito alla scoperta del petrolio, scoprirà, così come Enrico Mattei, il Terzo Mondo. Tra le righe dei tre episodi de “La via del petrolio” si esprime anzitutto la voglia pazza di vivere la realtà contemporanea a 24 immagini per secondo.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

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Buona visione 🙂

Il 15 dicembre 2010 al Teatro Miela:

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011
XIII edizione

ore 19.00

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE

di Bernardo Bertolucci; con Francesco Barilli, Adriana Asti, Allen Midgette, Morando Morandini, Cristina Pariset, Domenico Alpi, Emilia Bordi, Giuseppe Meghenzani, Iole Lunardi, Ida Pellegri, Gianni Amico, Cecrope Barilli, Gogliardo Padova, Guido Fanti, «Maniciòn» Ferrari, Ernesto Ricchetti, Evelina Alpi, Enrico Salvatore, Wally Toscanini, Giuliana Calandra.

Italia, 1964, b/n, 115′

Storia di un amore impossibile: il ventenne Fabrizio, figlio di un’agiata famiglia di Parma, ama, riamato, Gina, giovane e nevrotica sorella di sua madre, ma non ha il coraggio (la maturità) di andare fino in fondo e si adatta a un matrimonio di convenienza, rinunciando anche all’impegno politico di iscritto al PCI: “Per gente come me è sempre prima della rivoluzione”.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Dopo la rivisitazione tutta sua dell’universo pasoliniano, Bertolucci approda apertamente allo «stile nuovo» di Jean-Luc Godard. Se il sentimento dell’impermanenza stava al centro de “La Commare secca”, “Prima della rivoluzione” esprime la schizofrenia dell’intellettuale borghese ribelle alla propria classe. Questi due film dell’esordio si rivelano così la doppia matrice dell’intera sua produzione a venire, unendo «la nostalgia del presente» all’utopia di una società possibilmente meno iniqua.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

  • VIDEO: scnea del film


ore 21.30
PARTNER

di Bernardo Bertolucci;
con Pierre Clémenti, Stefania Sandrelli, Sergio Tofano, Tina Aumont, Antonio Maestri, Giulio Cesare Castello, Romano Costa, Mario Venturini, Ninetto Davoli, Salvatore Samperi, Umberto Silva, Vittorio Fanfoni, Stefano Oppedisano, Giuseppe Mangano, Giancarlo Nanni, Luigi [Antonio] Guerra, Gianpaolo Capovilla, Alessandro Cane, Jean-Robert Marquis.
Italia, 1968, col., 108′

Giacobbe, insegnante in un’accademia d’arte drammatica a Roma, si trova un altro “io” che compie in sua vece le azioni criminose o rivoluzionarie che egli vorrebbe, ma non sa compiere.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“«Un film malato sulla malattia». Così Bertolucci descrive Partner, in cui appare l’inquietante nevrosi nata dall’impossibiltà di concretizzare un terzo lungometraggio dopo “Prima della rivoluzione”. Diretto proseguimento del corto “Agonia”, il film risulta così una specie di imbuto in cui si ritrovano allo stato embrionale tutti gli elementi costitutivi dei maggiori successi venturi (schizofrenia, claustrofilia, confusione perpetua tra la veglia e il sogno, ecc.). In “Partner”, non c’è una battuta nè un dettaglio visivo o sonoro che non sia una citazione rimandante alle mille e una opere che hanno nutrito emozionalmente l’autore negli ultimi quattro anni. Donde il fatto di dire «teatro» per cinema e il traboccare incontrollato di questo calderone in ebollizione, prima che la psicanalisi porti finalmente più ordine nella sua ispirazione. Si tratta inoltre dell’unico film girato proprio durante il Maggio ’68 che si rifà in diretta agli eventi in corso. Pensando poi al successivo “Strategia del ragno”, va tenuto presente che il «sosia» di Giacobbe è anche un «padre» per Bertolucci: cioè il Godard de “La cinese” e di “2 o 3 cose che so di lei”, nei cui riguardi il nostro regista verrà pure accusato di plagio, mentre i soliti happy few metteranno in evidenza il suo più congeniale tocco romantico-espressionista).”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

  • VIDEO: scena del film
  • Per maggiori informazioni Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 9 dicembre 2010 continua al Teatro Miela

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

ore 18.00
NOVECENTO – prima parte

di Bernardo Bertolucci;
con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Burt Lancaster, Sterling Haydn, Romolo Valli, Werner Bruhns, Laura Betti, Donald Sutherland, Francesca Bertini, Maria Monti, Anna Maria Gherardi, Ellen Schwiers, Giacomo Rizzo, Antonio Piovanelli, Paulo Branco, Liù Bosisio, Odoardo Dall’Aglio, Sante Bianchi, Roberto Maccanti, Paolo Pavesi, Tiziana Senatore, Gianpiero Fraccari, Pippo Campanini, Alida Valli, Piero Longari Ponzone, José Quaglio.
Italia/Francia/Germania, 1976, 162′

ore 21.00
NOVECENTO – seconda parte

di Bernardo Bertolucci; con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Burt Lancaster, Sterling Haydn, Romolo Valli, Werner Bruhns, Laura Betti, Donald Sutherland, Francesca Bertini, Maria Monti, Anna Maria Gherardi, Ellen Schwiers, Giacomo Rizzo, Antonio Piovanelli, Paulo Branco, Liù Bosisio, Odoardo Dall’Aglio, Sante Bianchi, Roberto Maccanti, Paolo Pavesi, Tiziana Senatore, Gianpiero Fraccari, Pippo Campanini, Alida Valli, Piero Longari Ponzone, José Quaglio.

Italia/Francia/Germania, 1976, col., 153′

In una fattoria dell’Emilia crescono insieme Olmo, figlio di contadini, e Alfredo, erede del padrone, nati nello stesso giorno del 1900. Dopo i primi scioperi nei campi e la guerra 1915-18, il fascismo agrario dà una mano ai padroni. I due giovani si sposano.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)

“Con l’immenso successo commerciale di “Ultimo tango a Parigi”, tutte le porte si aprono ormai a Bertolucci. Fatto inedito nella storia del cinema, tre Majors decidono allora di unirsi, dandogli carta bianca per qualsiasi nuovo progetto. Al termine di una lavorazione durata undici mesi, ne verrà fuori un grande «romanzo cinematografico» popolare, con protagonisti archetipici, che si rifà sia ai codici hollywoodiani che a Ejzenstejn, non senza richiami a Verdi, nonché a Shakespeare, a Brecht e al cinéma-vérité. Il regista concepisce “Novecento” come un «monumento alle contraddizioni» nato in dialogo con gli “Scritti corsari” di Pasolini, cogliendo l’occasione per stendere il maggiore numero di bandiere rosse mai visto su grande schermo. Ferito da certe critiche femministe per il mancato «nudo frontale» di Brando in “Ultimo tango”, si riscatta mostrando qui, per la prima volta, due attori maschi di successo (De Niro e Depardieu) in costume adamitico a letto insieme a Stefania Casini. Il film verrà paradossalmente respinto dal PCI e rifiutato in partenza in Unione Sovietica, mentre la versione originale di 5 ore e 10 minuti uscirà negli Stati Uniti solo… dopo la caduta del Muro di Berlino. Capitale risulta però la sua influenza su “I cancelli del cielo” di Michael Cimino e su “Siberiane” di Andrei Konchalovsky, ma anche su Apocalypse Now (Coppola voleva addirittura che il suo film fosse magari «un minuto più lungo» di quello dell’amico Bernardo). Per non dire poi de “La meglio gioventù” di Giordana.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

Per maggiori info sull’evento Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra)

Il 29 novembre 2010 continua al Teatro Miela

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 – XIII edizione

dedicato a BERNARDO BERTOLUCCI

ore 19.00
THE DREAMERS
di Bernardo Bertolucci;
con Eva Green, Louis Garrel, Michael Pitt, Robin Renucci, Anna Chancellor, Jean-Pierre Léaud, Jean-Pierre Kalfon, Pierre Hancisse, Valentin Merlot, Florian Cadiou, Ingy Fillion, Lola Peploe, Veronica Lazar, Bruce Sklarew, Gilbert Adair.
Francia/Inghilterra/Italia, 2003, col., 115′

Rimasti soli a Parigi nell’estate del 1967 (che precede la grande contestazione), dopo che i loro genitori sono partiti per le vacanze, Isabelle e suo fratello Theo invitano nel loro appartamento l’amico Matthew, un americano conosciuto per caso alla Cineteca Nazionale durante la protesta contro il licenziamento del direttore Henry Langlois. I tre decidono di chiudersi in casa stabilendo ferree regole di comportamento. Poco alla volta arrivano a conoscersi a fondo attraverso una serie di giochi mentali sempre più estremi. (www.cinematografo.it)
“La scoperta del romanzo semi-autobiografico dell’ex-critico scozzese Gilbert Adair, The Holy Innocents, offre a Bertolucci l’opportunità di riciclare almeno in parte il progetto di dare un ideale seguito a Novecento, centrato sulla generazione del ‘68. Più che altro però The Dreamers appare una specie di eco nostalgico dei tempi di Partner e di Ultimo tango, girato anch’esso, appunto, nella capitale francese. Non c’è da stupirsi comunque che il film, scritto a quattro mani da cinefili impenitenti quali Bertolucci e Adair, voglia essere pure un omaggio a tutta la Nouvelle Vague, da I 400 colpi di Truffaut a Fino all’ultimo respiroBande à part La cinese di Godard, attraverso Jules e Jim Il cugino di Chabrol, o ancora Les Enfants terribles di Melville scritto da Cocteau eGioventù bruciata di Nicholas Ray…Tra i personaggi in visita sul set, si ricordano Anna Karina, Agnès Varda, Anne Wiazemsky, la neoregista Valeria Bruni-Tedeschi, o ancora Gus Van Sant, allora di passaggio a Parigi. Va notata la similitudine di qualche scena del film col contemporaneo Ken Park di Larry Clark…”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

  • Per maggiori info sul film  THE DREAMERS
  • Video: scene del film

ore 21.30
ULTIMO TANGO A PARIGI
di Bernardo Bertolucci;
con Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Catherine Allégret, Veronica Lazar, Maria Michi, Luce Marquand, Massimo Girotti, Darling Legitimus, Giovanna Galletti, Armand Abplanalp, Iole Cecchini, Mauro Marchetti, Catherine Sola, Dan Diament, Catherine Breillat, Marie-Hélène Breillat, Peter Schommer, Rachel Kesterber, Gérard Lepennec, Stephan Kosiak, Mimi Pinson, Ramón Mendizábal.
Italia/Francia, 1972, col., 129′

Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L’incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l’uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane.
(il Morandini, http://www.mymovies.it)
“Come mai una modesta coproduzione italo-francese sul dramma della solitudine – Brando costava poco allora, essendo ancora sotto contratto col produttore di Queimada, Alberto Grimaldi – diventò un vero e proprio fenomeno di società a livello internazionale, la cui pellicola sarà condannata al rogo e lo stesso autore sarà privato dei diritti civili per cinque anni? Per capirlo conviene tornare al clima trasgressivo del dopo ‘68, sia sul pianoestetico che politico, considerando forse Ultimo tango a Parigi anzitutto come uno dei maggiori red-hot films, violenti e polemici, mai realizzati contro l’ordine borghese e i rapporti di forza all’interno della coppia, portando al grande pubblico un’opera di rottura che integrava magari le sperimentazioni di Partner, ma anche la lezione del cinema underground di Warhol e di Shirley Clark.”
da “Bernardo Bertolucci – La certezza e il dubbio”, a cura di Fabien S. Gerard

Per maggiori info sull’evento e costi  Teatro Miela (fonte delle info e foto qui sopra) e cappella underground

Il 17 novembre al Teatro Miela:

Lo Sguardo dei Maestri 2010/2011 XIII edizione

BERNARDO BERTOLUCCI

Lo Sguardo dei Maestri alla sua tredicesima edizione concentra il proprio sguardo sul più internazionale dei nostri registi, ovvero Bernardo Bertolucci con una retrospettiva che si svolgerà al Visionario di Udine, a Cinemazero di Pordenone e al Teatro Miela di Trieste.

ore 19.00
STRATEGIA DEL RAGNO
di Bernardo Bertolucci;
con Giulio Brogi, Alida Valli, Pippo Campanini, Franco Giovanelli, Tino Scotti, Allen Midgette, Claudio Cerioli, Chiara Regina, Attilio Viti, Giuseppe Bertolucci e i musicisti del Concerto Cantoni di Colorno.
Italia, 1970, col., 99′

Athos Magnani arriva col treno e scende, solo, a Tara, dove è stato chiamato da Draifa, l’antica amante di suo padre, per cercare la verità sull’assassinio di quest’ultimo, nel lontano 1936. Benché Athos non abbia mai conosciuto il genitore – morto prima della sua nascita –, essi sono perfetti omonimi e si assomigliano in modo impressionante. Donde la confusione di tutti gli abitanti del posto, che continuano a celebrare in ogni occasione la memoria dell’eroe locale dell’antifascismo. Mentre prosegue l’indagine di Athos, attraverso le testimonianze a volte contraddittorie dei compagni e dei nemici del defunto, si fa sempre più ovvio che la versione ufficiale nasconde qualcosa… Finché gli viene confessato che non fu «il piombo fascista» a colpire suo padre, bensì i suoi stessi sostenitori, da lui convinti a mascherare la propria esecuzione – per un presunto tradimento – come un attentato fascista, destinato ad ancorare l’odio verso il regime nel cuore dell’intera popolazione… Invece di rendere pubblica questa nuova «verità», Athos decide di avallare la leggenda prima di tornarsene a casa. Salvo che rimarrà prigioniero a sua volta dalla ragnatela paterna, realizzando sul binario che nessun treno passa più a Tara da chissà quanto tempo.

ore 21.30
IL CONFORMISTA
di Bernardo Bertolucci;
con Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, José Quaglio, Enzo Tarascio, Gastone Moschin, Fosco Giachetti, Yvonne Sanson, Milly, Giuseppe Addobato, Pierre Clémenti, Pasquale Fortunato, Antonio Maestri, Christian Alegny, Romano Costa, Marilyn Goldin, Pierangelo Civera, Benedetto Benedetti, Marta Lado, Christian Bélègue, Carlo Gaddi, Umberto Silvestri, Furio Pellerani, Claudio Cappeli, Luciano Rossi, Gino Vagniluca, Alessandro Haber, Massimo Sarchielli. Italia/Francia/Germania, 1970, col., 113′

Marcello Clerici vive col peso segreto di avere ucciso, all’età di 11 anni, un pedofilo che stava abusando di lui… Due decenni dopo, nel 1938, approfitta del suo viaggio di nozze a Parigi per coprire una delicata missione per conto della la polizia politica fascista. Il vero scopo del viaggio è infatti di contattare, poi di «eliminare» un suo ex insegnante di filosofia, il prof. Quadri, ormai un noto dissidente, rifugiatosi in Francia. Appena sistemato in albergo, Marcello riesce a farsi invitare a casa del professore, insieme a sua moglie, Giulia, alla quale Anna, la moglie del Quadri, si offre subito di fare da guida nella capitale. Intanto, il Nostro rimane folgorato dall’inquietante bellezza di Anna, cui propone perfino di fuggire insieme in Sudamerica. Non ci mette molto però a capire che Anna invecesi è invaghita di Giulia. L’indomani, tra i mille tormenti che assalgono Marcello durante il lungo viaggio in macchina che lo porta al luogo scelto per l’agguato teso al Quadri, risulta inevitabile che la donna andrà eliminata anche lei, avendo accompagnato suo marito all’ultimo momento… Anni dopo, la sera del 25 luglio ’45, l’incontro fortuito di Marcello con l’uomo che credeva di avere ferito a morte da bambino segnerà per lui l’ora della resa dei conti.

Centro Espressioni Cinematografiche/Cinemazero/La Cineteca del Friuli in collaborazione con Bonawentura/Teatro Miela e La Cappella Underground

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