Trieste…che spettacolo!

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Il film “Signore & Signori” del 1965 è stato recensito molto bene dalla stampa italiana sia al tempo in cui uscì sia successivamente. In particolare ci tengo a farvi leggere la recensione del grande Tullio Kezich, scomparso lo scorso agosto.

Film “Gospe in gospodje” iz leta 1965 je italijanski tisk ocenil zelo pozitivno bodisi v času, ko je komaj izšel kot pozneje. Želela bi vam posredovati mnenje pokojnega kritika Tullia Kezicha.

“In Signore e signori Germi fa vedere che non ce l’aveva con la Sicilia, che quei saltare addosso agli aspetti negativi di un costume è il suo modo ruvido di voler bene. Probabilmente ama anche la provincia veneta, anche se con Signore e Signori fa giustizia di tutta una “ciàcola” autocompiaciuta e sfatta, di un tetro goldinismo diventato maniera negli epigoni. Piomba come una furia nel mezzo di una tipica situazione provinciale, in una di quelle cittadine oscillanti con moto pendolare dal salotto dell’industriale più miliardario agli uffici dell’arcivescovado, e mena colpi all’impazzata. Nessuno si salva, né grandi né piccoli: la legge è una burla, il potere politico spinge in senso contrario al progresso, la stampa è asservita, I signori sono traditi, le signore sono assai poco signore: la noia di un pigro benessere intreccia fra uomini e donne rapporti aridi e mostruosi, i corvi mandano lettere anonime, il pettegolezzo trabocca e scoppia come nell’aria di Don Basilio. È un film appassionato e violento, forse un po’ squilibrato nella composizione dei vari episodi e nell’intrecciarsi dei temi, certo traboccante di spunti amari e di invettive sottintese; ha lo stesso difetto di costruzione e di misura che avevamo notato in Sedotta e abbandonata; ma non dovremmo piuttosto parlare di stile? Germi si è impadronito alla perfezione di questo modo di esprimersi attraverso una moltitudine di personaggi, il cui movimento è organizzato assai bene dalla forte sceneggiatura di Luciano Vincenzoni; e stavolta ha il vantaggio di un dialetto più insolito al cinema, usato in una chiave umoristica lontana dai crepuscolarismi del decrepito teatro regionale. Gli attori e i non attori sono tutti perfetti: Gastone Moschin dà giusta misura di ottusità e di rancore alla ribellione del suo impiegato; Alberto Lionelio incide un personaggio sgradevole, indicando per la prima volta sullo schermo la misura delle sue possibilità; Olga Villi sottolinea la dignità ambigua della patronessa e Carlo Bagno è contadinesco e vinoso come un vero personaggio di Ruzante; e perfino Virna Lisi figura meglio del solito sotto la parrucca nera di una ragazza molto sentimentale.”
Da Tullio Kezich, Il cinema degli anni sessanta, 1962-1967, Edizioni Il Formichiere

Sara

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Ecco qui un pezzetto del film “Signore & Signori” che verrà poiettato al Teatro Miela

Tukaj imate en košček filma “Gospe in gospodje”, ki ga bodo predvajali v gledališču Miela

fonte: YouTube

Mercoledì 28 aprile al Teatro Miela dalle ore 20.00 verranno proiettati i film:

V sredo 28. aprila bodo v gledališču Miela ob 20. uri predvajali film:

PIETRO GERMI. IL BRAVO, IL BELLO E IL CATTIVO 

PIETRO GERMI. PRIDEN, LEP IN ZLOBEN

di Claudio Bondì
Italia, 2009, b/n+col., 60’

Dalla fine dell’esperienza neo-realista all’invenzione della commedia all’italiana, dall’impeccabile costruzione di film di genere alla sperimentazione di nuovi percorsi: questo è il percorso cinematografico di Pietro Germi, riscoperto attraverso le testimonianze, tra gli altri, di Lando Buzzanca, Claudia Cardinale, Virna Lisi, Stefania Sandrelli, Pupi Avati, Carlo Lizzani, Adriano Aprà, Mario Sesti.
Presentato in anteprima mondiale al 62mo Festival di Cannes (2009) nella sezione ‘Cannes Classics’
.

a seguire

potem pa

SIGNORE & SIGNORI

GOSPE IN GOSPODJE

di Pietro Germi; con Virna Lisi, Gastone Moschin, Alberto Lionello, Olga Villi, Beba Loncar
Italia, 1965, b/n, 120’

Tre storie ambientate nella medesima città veneta: Toni Gasparini, un astuto dongiovanni, confida ad un amico medico di essere impotente per fargli abbassare la guardia e conquistarne la moglie. Un marito schiavizzato da una moglie ossessiva spera di trovare la libertà grazie all’amore di una cassiera. Un contadino accetta per soldi di non denunciare i ricchi borghesi che hanno approfittato della figlia minorenne.
Palma d’Oro al Festival di Cannes 1966, David di Donatello 1966 per Migliore Regia e Migliore Produzione, Nastro d’Argento 1967 per la Miglior Sceneggiatura.

Bonawentura in collaborazione con La Cappella Underground e la Cineteca Nazionale / FILM-OUTLET

Ingresso € 4,00

immagini prese da http://www.liboriobutera.com e http://www.miela.it


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